Regest
Bericht über die Vorbereitungen zur Belagerung und Rückeroberung der Festung Kanizsa. Schlechte Versorungslage, Desertionen. Seifried Christoph von Breuner ist bereits im Kriegsgebiet eingetroffen und hat den Auftrag, mit Gian Francesco Aldobrandini über die Zusammenlegung der erzherzoglichen und kaiserlichen Truppen im südlichen Ungarn zu verhandeln. Von Erzherzog Matthias weiß man, dass sich Yemishdji Hasan Pascha nach Ofen/Buda begeben und keine weiteren Truppen für Stuhlweißenburg/ Székesfehérvár und Kanizsa bereitstellen wird, dagegen aber Ausfälle gegen Osterreich planen konnte. Der nach Warasdin/Varazdin gesandte Vertraute Portias ist zurückgekehrt und berichtet über den Gesundheitszustand des Gian Francesco. Portia wird sich bemühen, Gian Francesco davon zu überzeugen, nach Radkersburg zu kommen.
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ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 108r–v, Kop. 1
Brieftext
Con le lettere de 32si notificorono a V. S. Ill.ma li primi andamenti del Campo Arciducale, dopo i quali si sono sempre andati ammassando et raccogliendo le genti da guerra, né si è tralasciato di mandar intorno spie per ben assicurarsi del disegno del nemico et per far a pieno riconoscer et considerare il contorno di Canisa, com’anco se ’l sito del ponte è sicuro o soggiaccia a pericolo d’esser nociuto da Turchi et se possano esser intercette le vettovaglie et altre condotte, sono stati fuori accompagnati da cento Cavalli il Colonello Orfeo et il Generale di Schiavonia 3. Al sodetto ponte è stata posta l’ultima mano, fabricato nella stessa postura ove l’anno adietro fu quello del Sig. Duca di Mercurio quando venne per soccorrere, se bene li nostri nel marciare con l’essercito fanno conto di tenere camino diverso per porre l’assedio di quello che tenne il Duca per dare il soccorso. Et questi rispetti et considerationi sono state quelle c’hanno trattenuto l’Arciduca a non spingersi sin hora più innanti co ’l Campo, ancorché di qualche impedimento sia anco stato il mancamento di duecento Carri, de quali si è reso difficile di far provedimento il Conte di Srino 4co ’l mezo de suoi sudditi, che finalmente si tiene però che seguirà et che attorno li 1O che è hoggi o alla più lunga che è alli 12 si truoverà senz’altro tutto l’Essercito accampato sotto Canisa, anco con le genti del Gran Duca che sono state l’ultime a gionger in Campo, si dice per difetto de viveri che difficilmente si truovavano per 568camino et di già Don Giovanni de’ Medici è stato la seconda volta a riconoscer Canisa per alloggiarvi tutto ’l Campo. Il numero di tutta la massa fatta riesce assai minore di quello si pensava, né per quanto si dice è per eccedere ventimila, poiché non solo il Colonello Madrucci ha puoca soldatesca et mal pagata, ma et di quella et de soldati del Gran Duca appena gionti et d’altri et insomma d’ogni natione ne va scappando quantità non ostante che si faccia rigorosa giustitia.
Il Prainer Consigliere Cesareo, del quale si scrisse la settimana antecedente che di Praga era stato spedito5, se ne passò già quattro giorni al Campo, intendendosi che la principale sua commissione sia di trattare co ’l Ecc.mo Sig. Generale nostro, et per me tengo che la negotiatione tenda a concertar il modo d’unire in ogni caso l’Essercito Arciducale con quello di Cesare dell’Inferiore Ungaria, massime che dovendosi impiegare le genti del Duca di Mercurio all’assedio d’Albaregale gl’Esserciti non saranno discosti l’uno dall’altro più di 3 picciole giornate in circa, et potrà perciò l’unione succedere con agevolezza et senza grand’incommodo.
Per aviso del ser.mo Arciduca Mattias si ha esser stato preso un Turco inviato con lettere al Bassa di Buda6da Hassan Bassa 7, che per un interim sostiene la carica del morto Ibraim 8, le quali portano che, se bene li Christiani sono per assediare Albaregale et Canisa et che non potendo il medesimo Hassan formare essercito importante, sarà necessario che li presidii soli si difendino, ch’egli nondimeno fra puoco si muoverà da Belgrado verso Buda con quelle puoche forze che potrà raccorre et che per tanto si faccino calare dal Castello pure di Buda a basso alcuni pezzi d’Artiglieria, acciò al suo arrivo li truovi in ordine et in punto per valersene. Dal qual ragguaglio fa conseguenza il sodetto Arciduca et li suoi che Hassan potrebbe uscire con venticinque o trentamila persone, con disegno per divertire li assedii di scorrere et danneggiare verso Pappa et que Confini d’Austria verso Vienna.
Da Varasdino è ritornato l’altr’heri la persona ch’io spedii all’Ecc.mo Sig. Generale9, dal quale et da lettere di S. E. medesima intendo che la febre non è di momento, ma che s’era mutata in quartana et che riusciva molesta et noiosa per dubbio c’habbia a continuare et ad esser cagione che l’E. S. non possa così presto come vorrebbe passar al Campo. Et perché il sodetto luoco 569di Varasdino non è di quell’aria salubre che si richiede a non intieramente sani, né vi puonno in tal caso havere le commodità necessarie, farò ogni possibil tentativo acciò S. E. levandosi di là si trasferisca a Rochenspurg o ad altro sito migliore, né mancarò di servirle con tutte le forze et poter mio in conformità di quanto devo. …
Fußnoten
- 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio.
- 2 Nr. 251.1, 251.2.
- 3 Hans Sigmund Herberstein: Nr. 72.1.
- 4 Georg Zrinski: Nr. 244.2.
- 5 Vgl. Nr. 252.1.
- 6 Mankirkuschi Mohammed Pascha: vgl. Nr. 225.1.
- 7 Yemishdji Hasan Pascha (gest. 1603), einer von zwölf Großwesiren unter Sultan Mehmed III. Nach dem Tod seines Vorgängers Damad Ibrahim Pascha wurde er am 12. Juli 1601 zum Großwesir ernannt und kurze Zeit nach seiner Absetzung am 24. September 1603 hingerichtet: vgl. ENCYCLOPÉDIE DE L’ISLAM 11, S. 348.
- 8 Damad Ibrahim Pascha: vgl. Nr. 203.1.
- 9 Vgl. Nr. 253.1.