Briefnr. 294.2

[Portia an Aldobrandini] - [Graz, 1602 Januar 28]

Band 5

Regest

Aus Prag wird berichtet, dass der Kaiser die wegen Türkenhilfe angereisten Vertreter der innerösterreichischen Landstände Prag zunächst gar nicht betreten lassen wollte. Erzherzog Ferdinand erhielt dagegen gleich Audienz. Zwei Hauptleute aus Zengg/Senj sind in Graz eingetroffen, um über den Tod Rabattas zu berichten und um die Entsendung landesfürstlicher Kommissare zu dessen Aufklärung zu bitten. Nach Arrestierung und Befragung gaben sie den Streit zwischen Rabatta und dem von diesem inhaftierten Jurissa als Ursache für den Aufstand der Bewohner von Zengg/Senj aus. Diese haben nach dem Tod Rabattas der Republik Venedig zugesichert, dass sie sich an die zu Lebzeiten Rabattas getroffenen Vereinbarungen halten werden. Inzwischen soll ein Kärntner Adeliger zum neuen Hauptmann gewählt worden sein. Der Erzbischof von Salzburg [Raitenau] hat Erzherzog Karl zum Kanoniker ernannt, Erzherzogin Maria bittet Kardinal San Giorgio um Unterstützung für eine rasche päpstliche Bestätigung. Der nach Rom zitierte Franziskaner P. Kemmerer befindet sich in Prag, um seine Ernennung zum Bischof von Wiener Neustadt zu betreiben. Die Erzherzöge haben Pompeo Mattei ihre Unterstützung für den Rückweg nach Italien und ihre Fürsorge für die in Pettau/Ptuj und Laibach/Ljubljana verbleibenden kranken päpstlichen Soldaten zugesichert. Konversion zweier protestantischer Adeliger bei den Jesuiten in Graz in Anwesenheit der Erzherzogin Maria. Portia wird den Propst von Bamberg [W. A. von Würtzburg] über die dessen Bruder [J. V. von Würtzburg] erteilte Dispens unterrichten.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie IV 238, fol. 20r–21r, Kop. 1


Referenzen

  • Teildruck: HORVAT 2, 6f.
  • Beilage: fol. 19r–v, Avviso, Graz, 1602 Januar 28 (Teildruck: HORVAT 2, 7f.).

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Li primi avisi che si sono havuti da Praga da che gionse a quella Corte il ser.mo Arciduca Ferdinando portorono che la M.tà dell’Imperatore non era per vedere volentieri li Deputati da queste Provincie2che seguirono il medesimo Prencipe per truovarsi a parte della trattatione pertinente alla defensione de Confini, et che perciò d’ordine di Cesare s’erano fatti fermare dieci leghe lontano da Praga. Ma poi s’è inteso che S. M.tà mutata sentenza concedesse loro facoltà d’andarvi il seguente giorno dell’arrivo di S. A., la quale si ha esser stata molto ben veduta dalla M.tà medesima et ammessa all’audienza senza interpositione pur d’un intiero giorno dopo la gionta, 645cosa che è stata di particolare contento et sodisfattione all’istesso Arciduca.

aDa Segna sono arrivati qua di puoco due di quei Capitani o Vaivodi spediti dalli habitatori della medesima Città per dar conto del disordine seguito contro ’l Sig. Rabatta, rappresentare la cagione della sua morte et dimandar Commissarii che a nome Cesareo et Arciducale fossero deputati all’inquisitione de fatto 3. Ma sendo parso a questi Signori Consiglieri di non dar loro libero adito a negotiatione per l’importanza del caso et di volere in altro modo haver informatione del successo, si sono fatti trattenere et porre in arresto, dopo che furono subito elette persone che li dovessero essaminare (com’è seguito), havendosi dalle loro depositioni sin hora ritratto che ’l Sig. Rabatta havrebbe potuto evitare un tal infortunio, se si fosse temperato da certo rigore che usava contro un certo detto Iurissa 4carcerato per debito contratto co ’l detto Rabatta, dal quale havendo egli ricevuto puoca somma di danaro per condurre all’assedio di Canisa alcun numero d’Uscocchi et sendo da Carlestat stato mandato adietro per disegno c’haveva quel Luogotenente Generale 5di valersene in altre fattioni contro ’l Turco, sicome 646appunto avvenne, fu il danaro impiegato fuori dell’ordine del Sig. Rabatta et però volendo che gli fosse restituito, né contentandosi d’havere da altri fideiussione, ma che ’l prigionero o subito sodisfacesse o morisse, pose in tal disperatione i Segnani, che sollevatisi fecero l’effetto che s’è scritto et che hora più chiaramente si riferisce coll’allegato foglio 6.

Depongono li sodetti due mandati, che da Segnani subito sia stato scritto alli Rettori vicini della Republica assicurandoli ch’essi saranno per continuare in buona amicitia et vicinanza et che non violeranno punto gl’accordi fatti et gl’ordini messi vivendo il Rabatta, aggiongendosi anco che Segnani habbino eletto un Nobile Thedesco di Carinthia per loro Capitano7et che sotto di lui si contenghino di maniera che non si possa quasi dubitare di novità alcuna, che Dio lo voglia. Di questi essami et depositioni se n’è incontenente mandato copia in Corte Cesarea, di dove, prima che si venga ad altro, s’aspettarà l’ordine et deliberatione dell’Imperatore.

Con l’ultimo ordinario8notificai brevemente a V. S. Ill.ma che Monsig. Arcivescovo di Salzburg haveva nominato ad un Canonicato della sua Chiesa l’Arciduca Carlo et perché l’espeditione viene grandemente desiderata, questa ser.ma Arciduchessa prega di nuovo V. S. Ill.ma che si compiaccia di favorire il negotio presso la S.tà di N. S. 9

Mi è stato di fresco riferto che ’l Padre Kemerer dell’ordine degl’osservanti di San Francesco ch’era Commissario in queste Provincie, citato a Roma sino ’l mese passato, si trovi di presente in Praga, procurando d’esser nominato al Vescovato di Noistat di cui è Amministratore il Cleselio, che facilmente potrà esser che sia di già assonto a quello di Vienna10, l’una et l’altra delle quai Chiese, sì come per essere state prive di pastore lunga647mente hanno bisogno d’esser provedute, così pare che ricerchino persone et soggetti che ne siano giudicati per virtù, per dottrina et pietà degni.

Ultimamente sollecitando il Capitano Pompeo Mattei rimasto soprastante degli soldati infermi il suo ritorno in Italia, gl’ho impetrato luoco negl’Hospitali di Pettovia et Lubiana per alquanti che non si potevano in niuna maniera condurre et gle n’ho mandato gl’ordini in lettere et patenti Arciducali.

Questa settimana sono convertiti qui due Nobili Lutherani di molta portata, havendo abiurato et fatta la professione della fede in Capella de Gesuiti alla presenza di Madama et mia, oltr’al Vescovo di Lavant et di alcuni altri, la qual conversione si spera ch’habbia a servire d’essempio et d’imitatione ad altri della medesima qualità et conditione.

Della gratia che benignamente S. B.ne co ’l favore di V. S. Ill.ma s’è degnata di fare al Sig. di Wirtzburg ne darò aviso al Preposto di Bamberga suo fratello, et se mi sarà commessa l’essecutione del Breve11…


Fußnoten

  • 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio. 
  • 2 Vgl. Nr. 287.2. 
  • a Teildruck: HORVAT 2, S. 7f. 
  • 3 Die schriftliche Stellungnahme dieser Gesandten ist im Volltext abgedruckt in: LOPASIé 1, S. 300–305. 
  • 4 Jurissa Sucié, genannt Carduch/Hajduk, er galt als Anführer der Uskoken in Zengg/Senj. Jurissa hatte am Tag der Ankunft Rabattas und der etwa 1.500 Soldaten in Zengg/Senj (29. Januar 1601) die Stadt verlassen und war zunächst mit rund 60 Personen nach Ottocan/Otocac geflüchtet. Um eine bevorstehende Revolte der Uskoken aufgrund der Maßnahmen Rabattas in Zengg/Senj zu unterdrücken, entsandte dieser eine Gruppe Aufständischer unter der Leitung Jurissas zu den Hilfstruppen bei Kanizsa. In Karlstadt/Karlovac eingetroffen, riet ihnen der Vizegeneral der kroatischen Grenze Daniel Frankol, nach Zengg/Senj zurückzukehren und selbst gegen Rabatta vorzugehen. Rabatta nahm Jurissa in der Folge als Betrüger fest, dies führte zur Erstürmung des Schlosses durch die Uskoken, wobei Rabatta getötet wurde. 1603 wurde Jurissa von den militärischen Grenzbehörden das Amt des Wojwoden von Ottocan/Otocac angeboten, was er ablehnte. 1607 beabsichtigte er, sich mit seinen Gefolgsleuten in den Dienst der Serenissima zu begeben, wurde aber abgewiesen. 1608 wurde er vom General der kroatischen Grenze gefangen genommen und vor das Kriegsgericht in Karlstadt/Karlovac gebracht, letztendlich aber freigesprochen: vgl. GIGANTE, Venezia, S. 44–46f.; GRUNFELDER 1, S. 223, 234–237, 250f.; BRACEWELL, S. 132f., 247, 254f., 271f. 
  • 5 Daniel Frankol (gest. 1616), stammte aus Triest, Hauptmann von Zengg/Senj (1594– 1595), Oberhauptmann von Petrinia/Petrinja (1595–1599), Vizegeneral der kroatischen Grenze (1601-1603), Hauptmann von Zengg/Senj (1602-1612). Er .fiel 1616 im Friulanischen Krieg vor Gradisca als Truppenkommandant gegen Venedig: vgl. VALORI, S. 155; EICKHOFF; ANTONITSCH, S. 131, 143 169; HBL 4, S. 428f.; PÀLFFY, Türkenabwehr, S. 129. Vgl. Nr. 250.1. 
  • 6 Beilage dieser Nr. 
  • 7 Daniel Frankol, der als Hauptmann von Zengg/Senj auf Rabatta folgte, stammte aber aus Triest: vgl. oben. 
  • 8 Nicht auffindbar. 
  • 9 Diese Nominierung des Erzbischofs wurde hinfällig, da sein Indult zur Besetzung der Domkanonikerstellen ausgelaufen war. In der Folge bestellte Clemens VIII. Eh. Karl zum Salzburger Domkanoniker: vgl. Nr. 302.2. Schon im Dezember 1600 hatte es Bemühungen seitens der Kurie um ein derartiges Amt für Eh. Karl in Salzburg gegeben, damals stand die Besetzung aber noch dem Erzbischof zu: vgl. Nr. 175.2. Die Aufschwörung Eh. Karls als Salzburger Domkanoniker fand am 18. Mai 1602 statt, wobei ihn Johann Jakob Lamberg vertrat: vgl. RIEDL, S. 131. Vgl. dazu auch: SLA, Domkapitel, Protokolle 1602, S. 93–99. 
  • 10 Klesl war im Oktober 1588 zum Administrator des Bistums Wiener Neustadt ernannt worden und hatte dieses Amt bis zu seinem Tod im Jahr 1630 inne. Am 20. Februar 1598 wurde er für das Bistum Wien nominiert, die Installation erfolgte am 29. Januar 1602, die Bestätigung als Bischof von Wien allerdings erst am 13. Juli 1613, die Bischofsweihe am 30. März 1614: vgl. GATZ, 1448-1648, S. 367–370. 
  • 11 Nr. 298.1.