Regest
Scharfes Memoriale der Prälaten gegen Übergriffe der Häretiker. Positive Antwort Erzherzog Karls auf Anfrage wegen Durchführung eines Gutteils der vom Papst approbierten Beschlüsse der Münchner Konferenz anläßlich des jetzt stattfindenden Landtages. Auswärtiges Studium der Bürgersöhne. Vorbereitung für Generalvisitation in Diözese Salzburg. Frage der Restitution Aquileias. Rechtfertigung gegenüber Unzufriedenheit des Papstes wegen zu offener Sprache. Zustimmung des Geheimen Rates zu Eheprojekt zwischen Erzherzogin Anna und Sigmund III. von Polen.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 167r—170r, Orig.
Brieftext
Essendosi S. A. assicurata per le demostrationi, che il stato ecclesiastico ha fatto in voce, in scritto et in fatti,1che sì come è per star saldo et unito in deffendere la santa religione catholica, così ancora è per adherire alle honeste et giuste sue petitioni, et havendo lei già in mani le gravezze, che li heretici pretendono et quelle delli catholici, quali sono in numero et in qualità senza comparatione maggiore che a noi, hanno insin’hora violentemente occupato trecento parrochie 2et quasi tutte le intrate senza tante altre cose infinite, stando noi aspettando che il principe, come giudice del’ una et l’altra parte, dovesse pronuntiare apertamente chi ha ragione o torto ; il che tanto più facilmente può et deve fare, poiché li heretici sono stati li primi a lamentarsi et noi siamo pronti per restituirli tutto quello che abbiamo del loro, purché S. A. ne faccia ancora a noi redintegrare quello che loro hanno del nostro. Habbiamo scoperto che il principe è tanto timido et talmente intepidito, che ha chiamato mons. di Gurgo et li ha voluto dar la norma come debba votare in questo fatto in consiglio. Et si vede che è tutto intento acciò non si faccia novità alcuna né dal’una né dal’altra parte, ma che il negotio stia nel pristino stato, cosa che quanto sia pernitiosa, chi sa quel che da una dieta al’altra si sia sempre andato perdendo et che in favore della religione catholica mai si perfettiona cosa alcuna et che dal altra parte li heretici fanno de’ fatti, et senza consulte mettano in esecutione ciò che vogliono, se lo può facilmente immaginare.
139Hora essendo le cose ridotte a questo termine sono comparse le lettere di V. S. Illma delli 5 del passato,3dalle quali havendo inteso che la Stà di N. S. approva quella consulta di Baviera et li racordi che da principio dedi io, mi sono risoluto di voler chiarirmi bene se S. A. realmente ha in animo di fare o no. Et così, havendo havuto audienza, le ho significato che S. Bne ha inteso con molta sodisfattione d’animo quello che il cancelliere per commissione sua haveva trattato meco circa il negotio della religione 4et sì come commendava grandemente l’A. S. che l’havesse fatto consultare, così maturamente et da principi di così singoiar pietà et prudenza et tanto interessati et ben affetti a lei, così non poteva se non approvare li santi, utili et necessarii racordi, che li havevano dati et che però sperava senz’altro, che l’A. S. fosse, con l’occasione di questa dieta, per mettere in esecutione una buona parte d’essi, massime havendo inteso per le mie lettere che lei si mostrava così pronta in volere sollevare la religione catholica et dichiarare la buona mente sua, circa le concessioni date alli heretici. Mi rispose che io haverei veduto che lei haverebbe fatto tutto quello che potesse et che di questo ne fossi sicuro et perché mi accorgo che lei va a camino di volermi far credere che non possi. Io la supplicai che mi volesse favorire di far quello che altre volte era stata ricercata, cioè di chiamare li consiglieri, a’ quali lei haveva dato carico di questo negotio della religione, et trattare con loro che cosa la poteva et quello che non poteva né doveva fare, assicurandola che S. Stà non ricercava che facesse se non quello che poteva. In conformità di questo S. A. hieri consultò con il vescovo di Seccovia et il sig. cancelliere et da parte ancora con mons. di Gurgo et il padre provinciale 5et si ha fatto refferire quello che si era risoluto nella consulta secreta et il cancelliero li propose dui punti : an princeps possit, 2° an velit. Il primo si trattò diffusamente et in effetto, doppo molte repliche, conclusero che poteva et in che modo poteva esequirlo. Circa il secondo quelli signori lo pregorno che volesse parlare liberamente perché, non havendo animo di fare, non era bene di dar intentione né a S. Stà né ad altri che lei vuol fare quello che può et sopra tutto non era espediente di convocare una dieta doppo questa, perché il far venire qua oratori de’ principi non è altro che burlarli, non si volendo poi far cosa alcuna. Li parlorno così liberamente et lo strinssero tanto, che egli, non sapendo che rispondere, disse che haverebbe fatto ogni cosa et li mandò da me a 140darmi delle speranze, ma con tutto ciò dubito che non faccia niente. Questo è il stato, nel quale si ritrova il negotio et S. A. è ridotta a termine che bisogna che confessi di non volere, se non fa qualche cosa, poiché se insin’hora ha dato la colpa alli consiglieri et al stato ecclesiastico, non lo può più fare, se ha allegato che non può al presente già è constretto confessare che può. Darò hora risposta brevemente alla sopradeta lettera di V. S. Illma.
Circa il negotio de’ figliuoli de’ cittadini6è stato molto a tempo l’avertimento di N. S., perché al presente siamo a torno di dar forma a una visita generale per tutta la diocese del’ arcivescovo di Salisburgo 7et questi commissarii mandati qua mostrano di volersi governare in ogni cosa, conforme al voler mio. 8Et io ho già molti memoriali de’ diversi et ho ancora inteso il parere de’ padri Gesuiti et spero che sarà fruttuosa la visita et si ordinerà che li parrochiani facciano la professione della fede et, fatto questo, si darà tal ordine che si effetuarà quello che N. S. raccorda; se però le città vorrano obedire, che insin’ hora non hanno voluto, anzi il decreto di S. A. è stato di danno alli catholici.
Circa la restitutione d’Aquileia hoggi si è concluso in consiglio che non si debba altrimenti scriverne al’imperatore, ma solamente a S. Stà et metterle in consideratione le ragioni et rispetti, che hanno ritenuto S. A. a non restituirla et pregarla a volerlo consigliare quello che debba fare.9Et credo che sarà una restitutione con dure conditioni, però non ho veduto per ancora il decreto, 10subito lo mandarò a V. S. Illma, insieme con quello de’ canonici. 11Quanto al toccar io o in voce o in scritto quelli particolari che questi signori desideravano, che S. Stà facesse per un breve, 12mi pare che basti quello che io già dissi a S. A. et ne ho dato parte a V. S. Illma per la mia delli 29 del passato, 13non dimeno se vederò urgente bisogno lo farò.
Io bascio humilmente le mani a V. S. Illma per li avertimenti che mi dà et spero nella bontà del Signore Dio, che mi concederà gratia, che li metterò in esecutione in modo che le conoscerà quanti io stimi 141et riconoschi questo favore. Ma invero potrei allegare molte ragioni concludentissime, per le quali ero necessitato a parlare in quella forma, poiché vedevo che li heretici per imprimere alli popoli che la mia venuta era cerimonia del principe et era per esser infruttuosa, publicavano per ogni cantone quella littera 14et volssero ancora che io lo sapessi ci sono ancora molte altre circonstantie, le quali mi mossero ad alterare al’hora la mia natura inclinata ad ogni altra cosa; ché al volere, con libertà di dire, pungere non dico principi, ma ne’ qual si voglia per basso che sia, ma sono stato violentato alcune volte a risentirmi per scoprire, che non si corresponde a quella paterna charità che S. Bne con tante demostrationi manifesta verso questo principe, et io perciò ho proccerato che essi non si diano a credere, che basti sodisfare con parole, et ringratio S. D. Mtà che dà quella libertà di parlare; non si è sminuito punto l’amore che S. A. mostra di portarmi, anzi va crescendo in modo che ogniuno dice che ho mutato la natura sua et di più ne naque, che se richiamò Hoffmam, 15per la quale attione egli si tiene così mal sodisfatto, che va dicendo che vuol vendere ciò che ha et andare ad habitare in altri paesi, se bene io li credo poco. Et V. S. Illma sia pur certissima che mi sforzzarò di governarmi in modo che sì come insin’hora il principe, li ecclesiastici et seculari catholici mi amano et confidano quasi ogni lor cosa meco, così per l’avenire habbiano occasione di farlo...
(P. S.:)16Dalla inclusa police 17V. S. Illma potrà cognoscere in che stato sta il negotio della restitutione d’Aquileia. È stato doppo da me il Cobenzzolo et mi assicura che la mettà delle conditioni si toglieranno, ma che solamente hanno voluto che S. Stà sapia le loro ragioni ; vederò d’haver quanto prima l’espeditione.
S. A. ha proposto in consiglio quello che il p. Possevino le disse circa il maritare la figlia al principe di Suetia et tutti l’hanno approvato et stanno aspettando che N. S. mi dia commissione, che io lo tratti.18
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 44, Anm. 4.
- 2 Die Zahl ist viel zu hoch, wenn dabei nur die Pfarren im streng kanonischen Sinn und nicht auch die anderen Seelsorgestellen gemeint sind.
- 3 Nr. 24.
- 4 Siehe Nr. 12, 13 und 14.
- 5 Vgl. Nr. 40, Anm. 12, und Nr. 43, Anm. 2.
- 6 Siehe Nr. 17, 18 und 28, Anm. 19.
- 7 Die Visitation begann erst im Sommer 1581 (Nr. 111).
- 8 Vgl. Nr. 53.
- 9 Vgl. Nr. 47.
- 10 Nr. 51.
- 11 Siehe Nr. 55.
- 12 Siehe Nr. 16, S. 65.
- 13 Wahrscheinlich ist der Bericht vom 30. November gemeint (Nr. 40).
- 14 Vgl. Loserth, FRA 11/50, S. 65 und 73 f.
- 15 Vgl. Nr. 43.
- 16 Siehe Nr. 47, Anm. 1.
- 17 Nr. 47.
- 18 Vgl. Nr. 44, Anm. 6.