Briefnr. 49

Malaspina an Gallio - Graz, 1580 Dezember 10

Band 1

Regest

Umarbeitung des an die Häretiker gerichteten landesfürstlichen Dekretes. Drängen auf klare landesfürstliche Entscheidung zugunsten der Prälaten. Neubesetzung der bambergischen Haupitmannschaft in Kärnten.


Archiv

Arch. Val. Kunz. Germ. 100, f. 176r—177r, Orig.


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Havendo io presentito che S. A. stava in procinto di dar risposta al memoriale de’ provinciali1et che di già un decreto, fatto dal Cobenzolo 2in questo proposito, era stato approvato dal consiglio, il quale non era indrizzato ad altro fine che a placare li heretici et non fare novità alcuna in materia di religione, ma lasciare le cose nel pristino stato, mi risolsi di resentirmene con il Cobenzolo in forma quasi minatoria, ma mescolata con prieghi ancora, acciò egli mutasse parere et doppo hebbi audienza da S. A. et piaque a Dio benedetto che ritrovai un modo sicuro, che il principe conobbe, che era necessitato non solo di non publicare quello decreto, ma di ordinarne un altro tutto al opposito, come si è fatto, nel quale S. A. separa totalmente le città dalli nobili et commanda che in tutti li suoi luoclii non si predichi né si insegni altra fede che la catholica romana et altre cose buone et necessarie. Et presto lo 3manderò a V. S. Illma et è stato formato dal Cobenzolo con maraviglia di S. A. et di tutti li catholici et il principe dice che ha potuto più l’autorità et timore di S. Stà con questo huomo, che niuna altra cosa al mondo et tengono questa mutatione miracolosa.

Fra doi giorni S. A. convocherà tutti li provinciali insieme con l’stato ecclesiastico et lo notificarà. Staremo aspettando che cosa risponderano. Quello che ho detto in sustanza a S. A. è questo, ciré io havevo già dato parte a S. S,à come il stato de’ nobili et ecclesiastico havevono dato a lei li gravamini4che pretendono et che si stava aspettando che come principe giusto et di timorata coscienza dovesse solevare quella parte, che contra ragione era aggravata dal’altra, et che se N. S. havesse inteso che S. A. non solo non fa questo, ma ciré risponde alli nobili così humanamente et non si tiene conto delle 146giuste querelle de’ prelati, che S. Bne sarebbe stata sforzzata, come capo loro, di pigliarci qualche espedienti, massime che andavo intendendo che li prelati erano risoluti d’haver ricorso alla Sede Apostolica et che la cosa si sarebbe forsi ridotta a tal stato, che si sarebbe sospeso che il stato ecclesiastico non contribuisse insin tanto che S. Stà non havesse inteso le ragioni sue et dato remedio opportuno. Et che però S. A. che sa molto bene che li prelati non desiderano altro che questo, et che conosce di quanto detrimento sarebbe il lasciare ridurre il negotio a questo termine, poiché né il vescovo di Bamberga, né l’arcivescovo di Salisburgo, né altri che hanno dominii nelli suoi lochi, né li regolari né li ecclesiastici haverebbeno voluto contribuire, et che vedendo loro che li provinciali non usano altre armi per ottenere li lor iniqui intenti, che di protestare, che non contribuirano, che hormai pareva tempo che l’stato ecclesiastico facesse il moderno ancor’esso. Et che S. Stà non haveva mandato un nontio, perché dubitasse che S. A. fosse per concedere di nuovo alli heretici, ma acciò revocasse il già concesso, questo ragionamento, come dice il sig. cancelliero, è stata una medicina, che ha fatto buona operatione, et che di afflitti ci ha tutti resi aiegri.

Mando a V. S. Illma li nomi de’ tre nobili,5che sarebbeno molto a proposito per governatori nelli luochi del vescovo di Bamberga, et però se le parerà quando egli domandarà la confirmatione di proponerli. Credo che sarà di servitio de Dio...


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 43, Anm. 4. 
  • 2 Vgl. Nr. 47. 
  • 3 Nr. 50. 
  • 4 Loser Ih, FRA 11/50, S. 70—75 und 76 f. 
  • 5 Di Carintia: Il Raidhaupt vechio provinciale di quella provincia. Il Baseyo ancora provinciale della medema. Di Styria: Il Traupitz nativo provinciale di quella provincia; questo signore è al presente governatore delli lochi del arcivescovo di Salisburgo ma fra un mese fornisse il tempo (Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 178v). Susanne, eine Tochter W. Schranz’, war seit 1580 mit Hans Raidhaupt zu Rosenperg verheiratet (Pfaff, Beiträge zur Lebensgeschichte des Hofvizekanzlers Dr. W. Schranz, S. 102 und 105 f., Anm. 3).