Regest
Abhängigmachung weiterer Maßnahmen im Religionsgeschäft seitens Erzherzog Karls von päpstlicher Hilfe. Abreise Erzherzog Karls nach Wien zu Verhandlungen mit Kaiser über Aufteilung der Reichskontributionen für die Türkengrenze. Visitation im Jurisdiktionsgebiet des Patriarchen von Aquileia.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 527rv, Orig.
Brieftext
Persevera ne l’astinersi da l’essercitio lutherano il senato con quelli altri cittadini, se bene alcuni di essi hanno dato principio a vendere le facultà loro, ma speriamo che havranno puochi seguaci.1Io presentai il breve di N. S. a S. A. 2et l’accompagnai con quelle parole che giudicai essere a proposito per l’intentione che si ha. Doppo ho penetrato che, essendosi letto in consiglio, è parso alli consiglieri che non sia così efficace come loro aspettavano et non per altro, se non perché non fa mentione espressa di aiuto pecuniario, ma simplicimente dice: praestabimus operam nostram. Io ho poi cercato di farli capaci del vero senso di quelle parole et perché è impossibile che si possi indurre né S. A. né li consiglieri a prosequire il negotio della religione, se non si viene a una espressa dechiaratione de l’animo et mente di S. B.ne circa li aiuti, il che insin’hora non si è fatto a sufficientia, secondo il loro parere, ho formato il scritto che sarà con questa mia, 3il quale comprende tutte le pieghe che può in ogni evento pigliar il negotio et S. A., quando tal mio concetto fosse approvato da S. B.ne, saprebbe a che occasione, a che fine et in che uso S. B.ne li è per dar aiuto, et credo che non solo S. A., ma tutti li cattolici restarebbono sodisfattissimi. Resta hora che sia considerato il scritto et che al Natale, nel qual tempo è concluso di publicare alli altri cittadini et populari l’istesso che si è fatto al senato, 4io possi sapere come dovrà governarmi, poiché qua come ho detto non tentaranno altro, se prima non sapranno quello che si potranno promettere in caso di necessità da S. B.ne.
Et perché il scritto contiene diversi capi, io ho per opinione che il negotio si raddurà a questo: se al tempo della dieta sarà essequito il decreto perfettamente, in questo caso, se bene si havrà delle difficultà, non saranno tali che non si possino superare senza strepito; ma se la essequutione sarà imperfetta, li heretici, nutrendosi di spe64ranza di poter indurre il principe a revocare il decreto e desistere dalla cominciata impresa, saranno insolentissimi et non vorranno contribuire. 5Per il che io mi affatico quanto posso di persuaderli, acciò mentre habbiamo tempo et siamo obediti et il ferro, come si suol dire, è caldo, si dia pressa all’essequire; et spero che lo faranno ne l’istesso tempo che sapranno la mente di S. B.ne circa li aiuti.
S. A. parti hieri per Vienna per stabilire con S. M.tà la quantità della portione che delle contributioni dell’imperio le tocca per guardare li confini, de’ quali lei ha cura.6Et perché l’A. S. si tratterà da 18 giorni fuori, io anderò visitando alcune parocchie principali nella iurisdittione del patriarca di Aquileia, 7dove nella mia absentia tutti li parrochi hanno retolte le concubine. Ho similmente convocato in Petovia 8li priori di S. Dominico per dar qualche ordine al governo spirituale et politico, di quell’ordine farò il medesimo con li frati di S. Francesco . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 34 und 37.
- 2 Breve vom 29. September 1582 (Zahn, Correspondenz der Päpste mit dem Hofe zu Graz, S. 75).
- 3 Nr. 43.
- 4 Am 2. Dezember 1582 erging an Bürgermeister, Richter und Rat von Graz ein landesfürstlicher Befehl, diejenigen zu melden, die an dem ihnen gesetzten Termin zu Weihnachten auswandern wollten. Kobenzl mahnte in einem an den Bürgermeister gerichteten Schreiben vom 4. Dezember, den landesfürstlichen Befehlen nachzukommen, die nur verlangten, den evangelischen Gottesdienst im Stift nicht zu besuchen, aber die Gewissensfreiheit belasse (Loserth, FRA II/50, S. 333—336).
- 5 Während des Landtags Anfang März 1583 überreichten die Stände A. B. Erzherzog Karl ein Schreiben mit der Bitte um Aufhebung des im Vorjahr erlassenen Religionsdekretes (Nr. 70).
- 6 Vgl. oben Nr. 26, Anm. 7.
- 7 Vgl. unten Nr. 46.
- 8 Pettau, heute Ptuj, damals Steiermark, lag an der Grenze zwischen den Diözesen Salzburg und Aquileia.