Briefnr. 127

Aldobrandini an Portia - Rom, 1593 Juni 5

Band 3

Regest

Nach Meinung des Papstes niemand geeigneter für die Koadjutorie in Eichstätt, als einer der Söhne Hzg Wilhelms, der aber kein Wort darüber nach Rom geschickt hat. Diesbezügliche Breven werden demnächst abge 175schickt. Keine Bedenken gegen Haltung des Allerheiligsten in der Gnadenkappelle von Altötting. Sorge um geringe Ernte in Italien; Informationen über Preise und Kaufmöglichkeiten von Getreide in Bayern.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 49 a, f. 44r—45v, Kopie.


Ho ricevuto questa settimana diverse lettere da V. S. Rev.ma di Possa et d’Ettinga, ma poche hanno bisogno di risposta poiché erano più vecchie di quelle che le furono accusate con le precedenti mie de 29 del passato1.

Quanto al negotio della coadiutoria d’Eistadio N. S. risolve che vi s’attenda et che V. S. vi si trasferisca per far passare le cose in quel modo che sia di più servitio a quella chiesa et alla religione cattolica. Né S. S.tà per l’affettione che porta a prencipi di Baviera vedeva volontieri mettere a prova il nome d’alcuno di loro senza molto fondamento de buona riuscita, et così credemo che l’intenderà il duca, il quale non ha mai scritto parola qua di quel negotio, onde mostra o di non saperlo, o di non curarlo, o di non haverne speranza, Basterà dunque che V. S. Rev.ma sappia che conforme al giuditio di lei et di molti altri c’hanno sentito qua, S. B.ne penserà che niuno a questi tempi potesse procedere meglio alli bisogni di quella chiesa che un figlio di S. A., ma che quando non si possa farlo buonamente riuscire, desideraria che per altra via si cavi quel vescovato da presenti pericoli2.

A questo fine si mandaranno la prossima settimana i brevi per il vescovo et per il capitolo in semplice credenza di lei, et forse sen’aggiongeranno altri di raccomandatione in persona di quel prencipe, acciò se ne possa valere, se l’occasione lo richiederà3. La petitione di tenere il s.mo sacramento nella cappella miracolosa di A. S. d’Ettinga pare che sia honesta et decente, né è verisimile che l’ordinario sia per denegarla ad ogni minima richiesta, altrimente V. S. Rev.ma potrà concederla se non assolutamente almeno certo tempo prefisso, finché di qua sene mandasse ordine più preciso.

Non siamo senza timore che quest’anno ancora Dio benedetto sia per castigare l’Italia con continuata carestia perché molti accidenti hanno diminuita la speranza della messe che pareva abbondantissima in questa campagna. V. S. Rev.ma s’informi un poco destramente de prezzi, de pesi et della facilità di comprare et di condurre che si potria havere in Baviera et ne scriva il suo parere a parte diffusamente4. . .


Fußnoten

  • 1 Nicht vorhanden. 
  • 2 Koadjutor von Eichstätt wurde Johann Konrad von Gemmingen. 
  • 3 Breven an Bischof und Kapitel von Eichstätt vom 16. Juni 1593 in: Arch. Vat. Arm 44, vol 38, f. 363r, 364r. 
  • 4 Siehe Nr. 152; diesbezügliche Breven vom 28. September 1593 an Ehzg Ernst und Ehzgin Maria; Arch. Vat., Arm. 44, vol. 38, f. 58r.