Briefnr. 128

Kobenzl an Aldobrandini - Graz, 1593 Juni 7

Band 3

Regest

Erfolgreiches Treffen mit die Gegend von Ogulin plündernden Türken. Zusammenwirken von Venezianern, Albanern und Türken gegen Uskoken von Senj. Papst möge Beilegung der Differenzen zwischen Österreich und Venedig vermitteln. Pascha von Bosnien lagert weiter zwischen Petrinja und Hrastovica. Salzburger Regiment kehrt heim. Ehzg Ernst in Prag zu Verhandlungen mit Kaiser wegen Übernahme der Statthalterschaft in den Niederlanden.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 72r—73r, Orig.
Druck: Horvat, Kobenzelovi 178—180.


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Habbiamo havuto lettere dal general in Croatia, sti dì passati, come egli, havendo presentito che turchi dovevano correr verso Ogolino lì in Croatia1et depredar quel contorno, si messe con i suoi a cavallo, et andò ad aspettarli, in certo luogo vantagioso per lui, che dovevano passare. Ove havendosi egli fermato a pena meza hora, scoperse un squadrone di loro, che già erano di ritorno, et conducevano molti feriti et mal trattati da quelli in Ogolino, li quali havevano alla isprovista assalito, et speravano di sogiogarlo. Ma eglino furono valorosamente dal presidio rebutati, et come molti amazati cossì anchora assai feriti, che furono mandati inanzi, come dico di sopra. Hora vedendoli i nostri approssimar, l’assalirono alla isprovista, et presto rupiro li conduttori delli quali alcuni si voltarono verso la militia o campo principale, et essendo sequitati dai nostri, quello si sbigotì, scorgendoli di maniera, che anchora lui scominciò a fugire di sorte che i nostri per il vantagio, che hebbero, non ne potevano aggionger, se non alcuni puochi mal a cavallo, che presero et condussero a casa felicemente, havendo morti e feriti, non potendoli condur seco vivi.

Mando poi qui a V. S. Ill.ma una lettera originalmente scritta mi dal capitaneo di Segna2, nepote del ill.mo sig. cardinal Madrucio, di certe scaramuze, prima seguite tra li suoi, li turchi et lor compagni l’albanesi, soldati veneti, et finalmente tra lui et il Tiepoli 3. Io son certissimo, che i veneti farano presto delle esclamationi contra esso capitaneo et la sua militia. Ma giudichi V. S. Ill.ma overo S. S.tà istessa, alla quale sin da qui humilissiamente bacio il santissimo piè, scorrendo il bego de Lika giornalmente fin a Segna, se i nostri doveriano restar serati nel luogo come 177donne vechie, o s’hanno causa di scorrer anchora loro, et meritar il pane che mangiano, et massime, per terra, ove i veneti non hanno che fare, che poi vengono a essere perseguitati da turchi et veneti in compagnia, ciò biasmarà senza fallo et S. S.tà et V. S. Ill.ma et confessarano, senza fallo, che essi veneti, vedendo i nostri dai turchi sì soperchiati, li dovevano più presto defender et porger la manu adiutrice, come a lor conchristiani, che darli adosso con essi turchi infideli et naturali nemici di tutta la cristianità. Il capitaneo ha seriosissima comissione di non uscir fuora per mare, et ha fin hora obedito, ma essendoli venuta la nova, che i suoi erano cossì rinchiusi, et se non li soccorreva, che tutti si perderiano. Mosso da christiana compassione et del debito di suo officio, andò a soccorerli, che certo non doveva fare, ma pur havendolo fato, pare, che sia scusabile, et che ogni buon christiano, più presto l’assolverà, che non lo condennara. Massime non havendo havuto altra intentione, che soccorrer i suoi, che si trovavano in sì grand pericolo 4.

Io fui sempre di parere, che S. S.tà accomodaria et le cosse di Segna et tutte l’altre differentie, che vertiscono tra la ser.ma casa d’Austria et la Signoria di Venetia con universal utile, bene et commodo della christianità. Et trovai S. S.tà, per la sua innata bontà, promptissima a tal bona opera. Ma io non so, perché la cossa non venga a trattatione, forse hora il novo ambasciator cesareo, il sig. de Harrach, ne haverà qualche ordine, et se cossi è V. S. Ill.ma sia servita di promover la cossa caldamente che certo la farà la grand buona opera5.

Della dieta imperiale niente. Manco dei comitii di Bohemia come s’havessimo Xersis et Chresi divitias.

Il bassa di Bosna è anchora acampato tra Petrina et Hrastoviza, et non puo esser, che non habbia molto nocivi dissegni in testa, contra di noi, se ben gli furono mandati doi ciausii o corrieri con serio mandato, che con artellaria non tenti niente. Ma servi fermamente la pace sotto la qual phrasi non gli è vietato di scorrer, et metter in fuogo et fiama tutto quello che gli è possibile.

Il regimento del sig. arcivescovo di Salzburg retorna a casa. Hieri ne venero qua due insegne, et hoggi altre due. Domane s’aspetta il colonello con altri due, et speriamo anchora, che sua signoria illustrissima li farà retornar in Schiavonia; essendo lì mandato, perciò, un corriere con grandissima instantia et offerta se sua signoria non li vorrà pagar che lo farà S. 178M.tà Ces., o S. A., essendo adesso la già, fin che non s’habbia la certeza della pace, più necessarii che mai 6.

Del ser.mo arciduca Ernesto, non habbiamo altro, se non che alli 25 del passato era gionto a Praga, et che poi l’altro giorno s’era abocato con S. M.tà Ces. et restato da lei due bone hore solero. S. A., scrive a un par suo, che la trova contrasti et grandissima renitentia, ma che sperava di superar tutte le difficoltà. Io credo, che S. M. non la perderà volontieri, essendo più che sua man destra. Ma al incontro S. A. ha da sperar più in poco tempo dal re con sparagno del suo, che S. M.tà Ces. non l’haveria da dar in molto7. . . .


Fußnoten

  • 1 Ogulin, ca. 20 km nördlich von Modruš. 
  • 2 Fortunat Madruzzo. 
  • 3 Almoro Tiepolo Provveditore del Golfo nahm im Juli 1592 Karlobag südlich Senj ein und landete im Frühjahr 1593 300 Soldaten südlich Fiume: Niederkorn 339 f. 
  • 4 Da die Uskoken gegen Venezianer und Türken Seeräuberei betrieben, gab es eine Zusammenarbeit der Geschädigten gegen sie: Grünfelder 47 ff., Niederkorn 338 f. 
  • 5 Leonhard von Harrach reiste im März 1593 von Prag ab, war Mitte Mai in Graz und kam im Juli in Rom an: siehe Nr. 122; Mosconi III, 117 f.; Pastor XI, 201, 234. 
  • 6 Siehe Nr. 122. 
  • 7 Gemeint ist die Statthalterschaft in den Niederlanden; siehe Nr. 126, A.7, 136.