Regest
Rückkehr der die italienische Infanterie bis nahe der Grenze Italiens betreuenden landesfürstlichen Kommissare und Jesuiten. Bischof und Propst von Gurk besonders bemüht um Versorgung kranker Soldaten. In Erwartung einer Resolution aus Spanien. Große Probleme zwischen Polen und Siebenbürgen wegen Moldau. Auch Venedig nach anfänglichen Bedenken hilfreich für heimkehrende Infanterie.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 11rv und 14r, Orig., P. S. eigenhändig
Brieftext
Son ritornati questa settimana que commissarii et que padri giesuiti, i quali per ordine di questo Ser.mo hanno accompagnato l’infanteria italiana poco men che a confini d’Italia, faccendoli sovvenire de carri, de vestimenti, de danari et vettovaglie nel meglior modo che s’è potuto,1et m’hanno portato lettere del sig. Mario Farnese 2con testimonianza che habbin ben sodisfatto a quell’opera, et particolarmente con molto sollevamento di que poveri soldati infermi, de quali son anco rimasti alcuni in questi hospitali delle terre che si truovano per quel camino, per non haver havuto forza di resister al viaggio, al freddo et all’infermità insieme; si come è anche convenuto di fare ad alcuni ben nati et gentilhuomini invitati dalla carità et liberalità di mons. vescovo di Gurg et del suo preposito, 3i quali per una raccomandatione ch’io havevo lor fatto, per il passagio di questi et perché non ricevessero ne luochi loro ingiuria o impedimento alcuno, hanno col mezzo de medesimi padri giesuiti che accompagnavano que’ poveri infermi non solo fatto distribuire de danari et delle vettovaglie, ma di più offertisi di aiutar quelli che non potevano, o, non si sentivano di poter passar più oltre, con promessa di non lasciarle mancar alcuna cosa per ridurli alla pristina sanità, et di più di darle aiuto per ritornarsene sani alle patrie loro; di che sì come ho commendato gli sudetti prelati, et reso le molte gratie, così non lascierò di procurar a questi che son restati et a quelli che veniranno a mia notitia ogni aiuto et favore possibile.
Non lascio passar occasione né proposito di accrescer l’animo a questi Ser.mi nelle difficoltà, per le quali tal hor’ si sgomentano et spero che seguen55do le rissolutioni che si aspettano di Spagna 4et che non dovriano hormai più tardare, che S. A. piglierà animo et spirito sempre maggiore. In tanto egli non lascia di ringratiar V. S. Ill.ma di tanti segni et argomenti che havè della sua humanità et cortesia et di desiderare di esser raccomandato di continuo humilissimamente col mezzo di lei nella protettione et benigna gratia di S. B.ne.
Delle cose di Polonia qui si sta in grandissimo pensiero et travaglio et si dubita che essendo il sig. prencipe di Transilvania mosso per passar in Moldavia, come si scrive che il negotio anderà a grandissime difficoltà et pericoli, et in particolare che si perderan, o, almeno, diminuiran grandemente le forze che sarebbon state necessarie per resister a turchi;5per questo s’aspetta da tutti l’aiuto dell’auttorità di S. B.ne et in quello singolarmente si confida et spera tanto più che di già si vede ogni altro esser infruttuoso, se pur non anco nocivo, et che tutti i prencipi lo desiderano per fuggire il danno de paesi et la perdita delle gente. Che è quanto mi occorre di significar a V. S. Ill.ma con le presente …
(P.S.): Hor hora mi vien fatto sapere da queste lettere del consiglio secreto dell’arciduca che il proveditor di Civedal di Friuli si era dechiarato per lettere di non voler lasciar passar per la sua provincia la infanteria italiana,6scusandosi di non haverne ordine dalla Ser.ma S.ria, ma havendo io la settimana passata havuto avviso da mons. di Cremona 7che la S.ria haveva concesso ogni cosa necessaria con la comodità delle barche da Portogruaro a Chiora, penso che si levaran anzi saran stati levati tutti gl’ impedimenti, di che ho però scritto al sudetto monsignor con l’ordinaria d’hoggi; sì come ho dato risposta anco a questi per levarle il fastidio che n’ havevano; et di nuovo a V. S. Ill.ma bacio humilmente le mani. A 15 o 16 di questo si crede che il prencipe transilvano sarà arrivato in Praga, come V. S. Ill.ma vedrà nel foglio alligato.
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 47.
- 2 Mario Farnese, Hauptmann im päpstlichen Hilfsheer: Jačov, S. 119, 137; Jaitner 939 (Register).
- 3 Auf Kosten des Gurker Domstiftes wurde ein kranker „wellischer“ Soldat über drei Monate lang gesund gepflegt und am 2. Mai mit 15 fl Zehrung gesund entlassen: Obersteiner, Griming, S. 339. Propst von Gurk war 1570–1603 Karl Griming.
- 4 Wahrscheinlich sind die dem Kaiser bereits zugesagten 300.000 Dukaten gemeint, eventuell auch die Heirat: Khevenhüller, Tagebuch, S. 224 ff.; Niederkorn, S. 20 f; Rainer, GN III, S. 162.
- 5 Siehe Nr. 53.
- 6 Siehe Nr. 47, 50.
- 7 Nuntius Speciano am Kaiserhof; der Papst bat mit Breve vom 14. Dezember 1595 Venedig um freien Durchzug und Verpflegung: Pastor XI, S. 214, A 2.