Briefnr. 159

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 August 19

Band 4

Regest

Wegen drohenden Türkeneinfalls Landtag einberufen. Bereitschaft der Stände zur Bewaffnung der Bauern fraglich. Schwerer Krieg gebietet Denken an Friedensschluss. Huldigung wegen Türkenangst auf Winter verschoben. Religionspazifikation Erzherzog Karls; den Forderungen der Häretiker nachzugeben endete in Schweden mit schlechten Folgen. C. Porta von Rom zurück. Nonnen von Aquileia. Kanonikate für Leopold.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 123r–124r, Orig., P. S. eigenhändig


Con tutto che sin hora non s’intenda da questi prencipi cosa alcuna, dalla quale si possi coniecturare qual pensiero o qual impresa sia per tentare principalmente l’essercito turchesco, si sta però con gl’animi molto sospesi 189in tutte queste provincie, et in questa particolarmente per haversi da un lato contermine l’Hungaria et dall’altro la Croatia, 1et da tutti due grand’occasione et ragione di temere et guardarsi. Per questo l’arciduca ha preso rissolutione di far intimar una dieta per li 26 del presente mese, 2nella quale si farà nuova instanza che questi provinciali si preparino, et che insieme si armi quel maggior numero di contadini che sarà possibile per resistere et diffendersi dall’impeto et dall’incursioni che potrebbono far dalle sudette parti gli turchi, trovandosi insieme come si dice, in tanto numero verso Belgrado; 3si dubita però hora grandemente della volontà di questi della provincia gli quali si scusano dicendo che per la impossibiltà et povertà del paese non possano sodisfare a tante spese, ne meno a parte de quelle che si richiedano in così lunga et difficil guerra et contra sì potente nemico; anche si sente qui et in Austria discorrere tra i principali che sarebbe neccessario di pensar ad una pace, non potendosi più resistere né dall’imperatore né da alcune di queste provincie austriache ma il dubio maggiore deve essere quello che apporta la disunione dei stati per l’heresie 4et la debolezza de i prencipi, i quali per se non hanno da poter pagar ne anco i soldati né i presidii necessarii come sarebbe di Vienna et Gratz, oltr’a tante altre difficoltà che gli circondano et quasi opprimano.

Dell’altra dieta con la quale si pensa che il prencipe habbi da ricever il possesso et l’homagio di queste provincie non si tratta ancora con fondamento alcuno, solo com’io credo per il pericolo imminente da turchi, dovendosi quella prorogare sin al verno,5però come io ne sentirò la certezza maggiore procurerò anco d’intendere quello che potesse bisognare di favore dalla pietà S.ma di S. B.ne, et m’affaticherò di significarlo in tempo a V. S. Ill.ma, alla quale posso ben aggiungere hora che sì come si può dire che si sostenta questa guerra per miracolo et gratia divina, così sarà gran misericordia di Dio N. S., se queste provincie si sottometterano all’obedienza di questo prencipe senza libertà della lor settaria religione, con la concessione della quale senza dubio alcuno si perderà in pochissimi anni tutta l’autorità del prencipe, et tutte le prelature con gli beni ecclesiastici, et finalmente si anichilerà il rimanente di quel poco catolicismo che hoggi dì si vede nella povertà et terzo stato. La difficoltà che havrà il prencipe in quest’attione procederà dalla debolezza delle sue forze, et per dir piú liberamente, dalla povertà della sua condizione et stato; la consequenza poi si deduce neces190sariamente dal vedersi l’infinite abominationi seguite doppo le concessioni dell’arciduca Carlo 6et il non potersi persuadere né far preparamento alcuno per resistere a gli conati de gl’heretici, mi fa temere che possa seguire ogni male, anco contra la buona volontà de prencipi; nel che io mi ricordo molto spesso del successo nel regno di Suetia, 7et del male che n’è seguito, che se si fosse pensato prima et antiveduto con buone provisioni, non si sarebbe mai venuto ad atto tanto pregiudiciale ond’io temo di qualche accidente simile, sopra ’l quale io non lascio però di pensare et di ragionar tal volta con gli stessi principi. Ma in somma non hanno modo né possibiltà, da quel ch’io vedo et sento, d’assicurarsi, et si vergognano anco di dirlo; et quel ch’è peggio mi dubito che si lascierà riddur a qualche necessità pericolosa per loro et dannosa per la catolica religione: il che convien ch’io dica perché posso dire anco che intendo et forsi conosco le forze et la cattiva volontà di questi provinciali, i quali non lascieran cosa a dietro per mantenersi nello stato che hoggi dì s’hanno usurpato nelle cose del prencipe et degl’ecclesiastici; anco con permetter qualche tumulto populare per spavento del prencipe stesso, come altre volte è avvenuto in tempo dell’arciduca Carlo, solo per vedersi che non si trovano preparati per simil accidenti.

Il capitan Cesare Porta non è anco comparso, né sin hora mi è stato detto cosa alcuna delle sua espeditione di costà,8et come prima io n’intenderò farò quell’officio che si conviene per maggiormente dechiarare l’impossibiltà di supplir in tanti luoghi et quello che mi commanda V. S. Ill.ma …

(P.S.): Di V. S. Ill.ma et Rev.ma, alla quale invio per brevità l’aggiunta poliza venutami hor hora dal secretario del conseglio secreto, nel proposito delle monache d’Aquileia, sopra di che V. S. Ill.ma farà quella rissolutione che le parerà più conveniente.9Ho inteso che l’arciduca Leopoldo hebbe havuto un canonicato di Salzburg renunciatoli dal vescovo di Possa, et in breve ne potria haver un altro di Possa 10


Fußnoten

  • 1 Sultan Mehmed III. rückte nach Ungarn und der Pascha von Bosnien nach Kroatien vor: Hammer IV, S. 263 f.; Jorga III, S. 320. 
  • 2 Siehe Nr. 166, 169. 
  • 3 Siehe Nr. 146 A 2. 
  • 4 Siehe Nr. 153. 
  • 5 Siehe Nr. 228. 
  • 6 1578 machte Erzherzog Karl den Ständen große konfessionelle Zugeständnisse: Loserth, Religionspazifikation und Fälschung des Vizekanzlers S. 1–57; Schellhass, Religionspazifikation, S. 261–277; Rainer GN I, S. 4. 
  • 7 Der katholische König Sigismund von Schweden gab 1594 vor seiner Krönung den Forderungen der Protestanten nach: Pastor XI, S. 384 f. 
  • 8 Siehe Nr. 147. 
  • 9 Nr. 157; siehe Nr. 164. 
  • 10 Am 21. Februar 1596 dankte Maria Kaiser Rudolf II. dafür, dass er den Passauer Bischof Urban von Trennbach zur Resignation auf sein Salzburger Kanonikat zu gunsten Leopolds gedrängt hatte. Zum Zeitpunkt des Empfangs der niederen Weihen (29. August 1596) besaß der 1586 geborene Erzherzog jedenfalls schon ein Kanonikat in Passau. Weiss, Leopold V., S. 37.