Regest
Empfiehlt Reform. Lob für Konversion zweier Adeliger. Päpstliche Hilfe für Türkenkrieg. Trotz Versprechen Sigismunds, keinen Frieden mit Türken zu schließen, bleibt Angst wegen dessen Unbeständigkeit.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, vol. 18 A–P, f. 664v–665r, Reg.
Brieftext
Il pensiero c’hanno costì in materia di riforma è degno non meno di favore che di commendatione a V. S.1che non si restringe a i particolari et che si riserba di scriver più volte et di allargarsi. Più non posso rispondere se non generalmente anch’io ch’ella non potrà errare dando di mano a quella cosa che conoscerà dover cedere in servitio di Dio et della religione, che sarà conseguentemente in servitio del principe et di suoi stati. Ma sì come per arrivar al fine che si pretende è necessario che siano molto bene essaminati i mezi, così potrò scoprire a V. S. ogni mio senso più individuo o per dir meglio il senso di N. S. istesso, quando da lei si venga similmente a i particolari. Fra tanto non è veramente debole principio di bene la conversione de i due nobili che V. S. avvisa et massime del coppiero dell’arciduca, 2s’egli 315oltre la nobiltà è d’ingegno così eminente. Et come N. S. ha lodata l’humanità che hanno usata seco et S. A. et la ser.ma sua madre, così lo benedice anch’esso et lo farebbe con breve particolare quando egli havesse dato conto d’esser uscito da gl’errori dell’heresia.
In materia degl’aiuti la inclinatione di S. B.ne sarebbe quella che già si è notificata a V. S., ma se l’imperatore l’intende diversamente, noi di qua non potiamo se non dolercene et dolerci insieme che le forze della sede apostolica siano così indebolite che hora convenga a S. B.ne di dubitar del modo di sovvenire S. M.tà, quando anco il sussidio habbia da esser pecuniario, se bene in fine si impegnarà affatto et ne patirà essa con i sudditi oltre ogn’uso de suoi predecessori.3
Si è veduto quel che di nuovo scrive V. S. circa le cose di Transilvania delle quali m’imagino che si sarà poi trattato longamente co ’l Carriglio. Da lui mi si avvisa in tanto che ’l principe prometteva pur di non pacificarsi co ’l Turco che alleviarebbe non poco gl’altri mali che ci sono, ma io confesso che la sua inconstanza mi terrà sempre in timore4et a V. S. mi raccommando.
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 271. Wilhelm V. lobte das rühmliche Vorhaben Ferdinands: Stieve, Wittelsbacher Briefe III, S. 497.
- 2 Balthasar Thannhauser, Oberstjägermeister der Steiermark, großer Förderer der Jesuiten. In den Litterae Annuae 1597, S. 95 f., wird die Konversion von drei Häretikern vor dem Nuntius vermerkt: Hurter III, S. 400 f.; Andritsch, S. 87.
- 3 General G. F. Aldobrandini wurde deswegen Anfang Februar an den Kaiserhof gesandt, wo er am 6. März ankam: ASV, Segreteria di Stato, Particolari 4, f. 171; Mosconi IV, S. 128; Pastor XI, S. 219.
- 4 Siehe Nr. 272. Befürchtungen über einen Friedensschluss Sigismund Báthorys mit den Türken kamen immer wieder auf. Im Mai 1597 schickte er einen Agenten mit Friedensvorschlägen an die Pforte: Randa, Republica, S. 150 f.; Niederkorn, S. 126.