Briefnr. 416

[Portia an P. Aldobrandini] - [Graz, 1598 März 2]1

Band 4

Regest

Wegen Tod der Königin Anna die ganze Woche Gebete und feierliche Exequien. Breven weitergeleitet. Reise nach Laibach verschoben. Ferdinand 448gegen Forderungen der Häretiker hart. Hauptmann von Gradisca angekommen, verteidigt Jurisdiktionsansprüche, Kaiser und Ferdinand für Milde. Für den vom Passauer Bischof exkommunizierten bayerischen Hauptmann hat der fromme Wilhelm V. auch nicht um Absolution angesucht.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 221r–222r, Kopie


Significai a V. S. Ill.ma nelle precedenti la morte della ser.ma regina di Polonia,2per la cui anima si son fatte tutta questa settimana orationi, sacrifitii et solenni essequie, per il qual effetto, sendo stati questi ser. mi continuamente ritirati et occupati, io non ho havuto quella commodità ch’io desideravo di trattar col ser.mo arciduca nei particolari impostimi con l’ultime lettere di V. S. Ill.ma. Intendo di darle conto per nome di S. B.ne del successo delle cose di Ferrara con il breve et lettere che mi sono venute questa settimana. 3Ho però intanto dato ricapito a quelle dirette agli ser.mi arciduchi Mattias et Massimiliano, et la settimana passata feci ricapitar anco un altro breve inviatomi per mons. arcivescovo di Salzburg. 4Esseguirò tutto quello che mi resta la settimana seguente senza fallo, massime doppo che si saranno espediti in Polonia ad altre parti alcuni gentilhuomi commandati et ordinati per occasione di quest’accidente. 5

Io havevo animo, come scrissi già a V. S. Ill.ma, di andar a Lubiana prima che passasse questa quaresima, ma il ser.mo arciduca non me l’ha voluto permettere per l’occasione di questa dieta,6la qual non è ancor finita; et si trattan anche le materie della religione, con tutto che il prencipe habbia più volte detto et repplicato ch’in questo particolare non habbino da sperar cosa alcuna; ma essi non cessano d’importunare et sollecitare, con chiamarsi aggravati nelle conscienze et nei privilegii concessili dall’arciduca Carlo. 7Il che però non giova appresso questo Ser.mo, per la resolutione ch’egli ha fatto nella sua conscienza, della quale io non lascio occasione di ricordarle quello che si conviene all’offitio mio et alla salute dell’anima sua, et egli si 449dimostra prontissimo et attentissimo ad ogni simil offitio et instanza ch’io le faccio.

Il capitano di Gradisca è giunto qui aggravato dalla podagra et penso che vorrà informare questa corte di tutto lo stato di quella sua giurisdittione, facendo egli quasi professione di non haver alterato cosa alcuna in proposito di atti giuridici o giuriditiali, ma solo governatosi secondo l’uso osservato al tempo dell’imperatore Ferdinando et dell’arciduca Carlo.8Et qui, com’intendo, si ridducono ad allegare i privilegi et il possesso della Ser.ma casa d’Austria, ne’ quali anche S. M.tà et gl’altri arciduchi sono interessati, in maniera ch’il negocio si ridduce a qualche difficoltà et longhezza maggiore di quello che forse bisognarebbe a questi tempi. Però andarò quanto più potrò sostentando l’attione di mons. patriarca et principalmente la libertà ecclesiastica, 9et andrò con quella desterità ch’io potrò, disponendo il negotio alla sodisfattione conveniente per l’uno et l’altro capo, potendo creder V. S. Ill.ma che, con tutto che queste materie sian le più difficili che s’incontrino appresso tutti i prencipi, che però in Germania elle hanno conseguenze più difficili et pericolose per la conscienza et salute dell’anime di molti che in niun’altra parte, et io l’ho esperimentato in tutte queste provincie, tanto de Tirolo come de Baviera et Austria. Et i prelati che sono anco prencipi dell’imperio, come l’arcivescovo di Salzburg, quello di Possa, d’Augusta et di Basilea n’hanno fatto meco più volte querele et lamenti gravissimi, et V. S. Ill.ma intenderà forse anco dal sig. di Lamberg canonico di Possa, 10che si troverà in Roma per le cose di quel vescovato, che quel vescovo [ha] scomunicato un certo capitano et offitiale del Ser.mo sig. duca di Baviera per simili attentati, et affisse et publicò la scomunica anche in stampa, et nondimeno io non so se mai costì sia stata dimandata l’assolutione, essendo anco quella dechiarata per escomunicatione della bolla In cena Domini, il che ho voluto anche significar a V. S. Ill.ma per proponerle parte delle difficoltà ch’io esperimento, perché‚ dovendosi mantenere la pietà nei prencipi tanto religiosi, com’è questo et anche com’è il Ser.mo sig. duca di Baviera 11(che però tutti si governano col parere de’ consiglieri), può creder V. S. Ill.ma che spesse volte, se non perdono la devotione, perdono almeno gran 450parte dell’affetto et dell’osservanza debita verso i prelati et alti ecclesiastici. Però V. S. Ill.ma, con la sua prudenza, potrà giudicare lo stato di tutto il negotio et regolar quello che le parerà nella persona di mons. R.mo patriarca che, per quello ch’appartiene al debito et obligo mio, non mancherò d’ogni diligenza et offitio possibile 12et per fine …


Fußnoten

  • 1 Undatierte Kopie eines Schreibens von G. Portia an Cinzio Aldobrandini. Das angenommene Datum ergibt sich aus Posttagen und Inhalt. 
  • 2 In den vorhergehenden Schreiben an Cinzio Aldobrandini wird das Sterben der Königin Anna von Polen nicht erwähnt, wohl aber in einem Brief an Pietro Aldobrandini: Nr. 412. Siehe Nr. 413 A 1. 
  • 3 Breven vom 15. Februar 1598 für Ferdinand, Matthias und Maximilian wegen Ferrara: ASV, Ep. ad Principes, Registra 30, f. 47r–48r, 45r–46r, 46rv; Breve vom 21. Februar 1598 für Maria mit Erlaubnis des Klausurzutritts: ebenda, f. 47r–48v. 
  • 4 Breve vom 31. Januar 1598 mit Verbot, Diözesanen von Aquileia in Kärnten Kommunion mit Kelch zu reichen: ebenda, f. 25r–26r. 
  • 5 Siehe Nr. 415. 
  • 6 Siehe Nr. 414. 
  • 7 Um die für die Türkenabwehr benötigten Mittel zu erhalten, musste Erzherzog Karl II. den innerösterreichischen Ständen religiöse Zugeständnisse machen: Rainer, GN I, S. 4f.; Mezler-Andelberg, Mitterndorf, S. 228 f. 
  • 8 Siehe Nr. 402 A 2. Nach Auskunft von dott.ssa Donatella Porcedda (Arch. stor. Prov. Gorizia) kam Sigismondo d’Orzon nach Graz. Zu diesem siehe Nr. 22 A 4. 
  • 9 Siehe Nr. 414 A 2. 
  • 10 Johann Jakob von Lamberg, Domherr in Passau, Haupt der österreichischen Partei, 1603–1630 Bischof von Gurk, kam im Februar 1598 wegen der Passauer Koadjutorie für Leopold nach Rom: Hurter III, S. 467; Stieve, Briefe und Acten IV, S. 307 A 1. 
  • 11 Die Anwendung der Abendmahlsbulle blieb beschränkt und umstritten und wäre gegen den frommen Wilhelm V. in einem solchen Fall unangemessen gewesen. 
  • 12 G. Portia hatte deswegen einen häufigen Briefwechsel mit dem Patriarchen Barbaro: Nr. 414 A 2.