Regest
Nach vielen Bemühungen Befehl Ferdinands an den vom Patriarchen exkommunizierten Hauptmann von Gradisca zur Zurücknahme von Strafe und Sequester von Kanonikern und Benefiziaten in Aquileia und Auftrag zur Beseitigung der Verwirrungen im Jurisdiktionsstreit. Österreichische Amtsleute verstehen nicht, dass Priester aus ihrem Gebiet nach Udine vor Gericht geladen werden. Hiesige Stände beim Kaiser um Erhaltung der wichtigen Festung Petrinja vorstellig. Kaiser mit Bemühen von Bischof Brenner um Hilfe für die Türkengrenze am Reichstag unzufrieden. Beabsichtigte Reise nach Laibach auf Drängen Ferdinands und Marias wegen Landtag verschoben.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 228r–229r, Kopie
Brieftext
Ho significato a V. S. Ill.ma con gli ordinarii passati quanto occorreva nel particolare della scommunica publicata da mons. patriarca d’Aquileia contro il capitano di Gradisca,2né mi resta ch’aggiunger altro se non che, doppo molti et molti offitii, ho ottenuto finalmente dall’arciduca che sia commesso al capitano di Gradisca di restituire la pena et il sequestro dechiarato contra quel canonico o beneficiato d’Aquileia, et credo che già sarà stato esseguito: et insomma ho instato et operato anche che S. A. commetta che in materia della giurisdittione così ecclesiastica come temporale non si faccino queste confusioni, et mi è stato promesso affermativamente che si darà anche in questo qualche buon ordine. Ma V. S. Ill.ma può creder che tutte quante queste difficoltà sono procedute et procedono dall’ordinarie e continue controversie che passano per interesse di stato tra il nome Veneto 446et l’Austriaco, et questi consiglieri non possono intender che mons. patriarca vogli tirare questi ecclesiastici del stato austriaco al foro di Udine et non mi bastano ragioni per persuaderli et aquietarli; anzi finalmente si rissolvono più tosto di haver anco me quasi sospetto. 3
Questi provinciali hanno risolto nel particolare di Petrina4di mandar alla corte dell’imperatore persona principale, per rifferire a S. M.tà ch’essi non vogliono pigliar sopra di sé la diffesa di quel luogo, et questo faranno esporre a S. M.tà in voce et in scrittura, onde è da dubitare di qualche maggior pericolo con la perdita di quella fortezza, dalla quale i soldati si lasciano intender di voler uscire, per non perire di fame et di desaggi. 5
Ho inteso questi giorni da uno de più intimi di questa corte che la M.tà dell’imperatore sia mal contenta et sodisfatta degl’offitii che fa il vescovo di Seccovia nel convento di Ratisbona per benefitio et sussidio di queste provincie et di questi confini,6volendo S. M.tà riccever dall’imperio tutte le contributioni et non volendo permettere che si contribuisca et mandi separatamente aiuto alcuno per queste parti, 7ma ch’ogni cosa si ridduca in sua potestà per disporne et participarne a suo beneplacito; et perché gl’anni passati non s’è veduto buon effetto alcuno nel distribuire questi aiuti et hora S. M.tà s’è anche dechiarata nel particolare di Petrina, può considerar V. S. Ill.ma quello che possa dir questo Ser.mo et queste genti: o hanno la carica di diffender questi confini, et come più tosto si ridducano a disperatione, decendosi apertissimamente che S. M.tà habbi dechiarato anco questa mala sodisfattione con lettere particolari, scritte a questo Ser.mo con parole assai gravi, 8per il ché S. A. et la ser.ma arciduchessa si trovano mal contenti et anco molto fastiditi per il mal termine che viene usato da S. M.tà Ces. con pregiuditio di questi stati et incommodo anche del beneficio publico et della cristianità.
Io pensavo di partire questa settimana per Lubiana,9ma il Ser.mo arciduca et arciduchessa mi han fatto molta instanza perché io resti et mi fermi 447per occasione della dieta qui di Stiria, la quale ha principii di molte difficoltà che si scopersero solamente heri et però mi è convenuto fermarmi et sodisfar alle loro instanze con pensiero che, subito che le cose siino riddotte in qualche termine di sicurtà maggiore, di poter esseguire quanto m’occorre co ’l sudetto viaggio. Che è quanto …
Fußnoten
- 1 Undatierte Kopie eines nicht mehr auffindbaren Schreibens von G. Portia an Cinzio Aldobrandini. Zum angenommenen Datum siehe Nr. 413 A 1.
- 2 Siehe Nr. 402, 413.
- 3 G. Portia bemühte sich mit Schreiben an den Patriarchen Barbaro vom 5. und 26. Januar, sowie vom 9., 16. und 23. Februar 1598 um die Beilegung des Jurisdiktionsstreits: Udine AAU, A parte Imperii 762.
- 4 Petrinja, ca. 50 km südlich von Zagreb.
- 5 Die 300 deutschen Knechte und 100 Arkebusiere, die sich in der Festung aufhielten, sollen in den letzten 33 Monaten nur für 22 Monate Sold bekommen und mit dem Abzug gedroht haben: Schuster, S. 716 A 1.
- 6 Siehe Nr. 366 A 3, 398 A 3.
- 7 Siehe Schreiben Rudolfs II. an Ferdinand vom 10. Februar 1598: Hurter III, S. 390.
- 8 Die innerösterreichischen Vertreter erhielten für ihre Forderung nach einem festen Anteil an der Reichshilfe einen kaiserlichen Verweis: Loserth, Militärische Maßnahmen, S. 162 f.
- 9 Siehe Nr. 350, 351, 353, 361, 402, 416.