Briefnr. 55.2

Portia an San Giorgio - Graz, 1599 Juli 12

Band 5

Regest

Die Entsendung von General Lenkovié verzogert sich aufgrund des Ausbleibens der bereits zugesagten finanziellen Unterstutzung seitens des Kaisers für die Soldaten der Besatzung in Zengg/Senj. Negative Folgen der Verzögerung. Kaiserlicher Botschafter in Rom [R. von Thurn], der Bischof von Triest [Bertis] und ein Doktor aus Görz [Zuppini] sollen angeblich Verhandlungen in Rom führen. Frage der freien Adria-Schifffahrt zentral. Bischof von Seckau [Brenner] hofft auf die päpstliche Erlaubnis zur persönli 127chen Ad Limina-Reise. Der Erzbischof von Salzburg [Raitenau] unterstützt die Maßnahmen Erzherzog Ferdinands nicht, behandelt seine Suffragane schlecht und erregt allgemein Anstoß. Eine Niederlassung der Kapuziner in Innerösterreich wäre wünschenswert, ebenso die Ankunft des P. Ludwig von Einsiedel. Man hofft auch auf die baldige Rückkehr von P. Carrillo. Laut Avviso aus Prag denkt man dort an einen Frieden mit den Türken und den Verkauf Zenggs/Senjs an Venedig.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 113 B, fol. 94r–95r, Orig.


Referenzen

  • Teildruck: HORVAT 1, S. 242f. (basiert auf der Kopie in Fondo Borghese, serie III 92 A,
    Nr. 55.5).

aHavrà inteso V. S. Ill.ma dalle precedenti mie 1quello c’ha commesso et imposto questo ser.mo Arciduca al Generale Lencoviz per la ridduttione de Scocchi fuori di Segna, conform’al Decreto et rissolutione della M.tà dell’Imperatore et ad una lettera particolare scritta dalla medesima M.tà all’Arciduca, nella quale si promette anche un cert’assignamento di danari et paghe per la sostentatione d’alcuni fanti Allemani da porsi in quel presidio, et a questo mi si dice che s’attende tuttavia et con tutto ch’io habbi dubitato sin hora di non vederne sì presto l’effetto conveniente et da noi desiderato, solo per udire et sentire ch’il danaro non sia pronto, non lascio però di sollecitare et farn’ogni officio perché si provegga a questo et s’esseguisca nel medesimo tempo l’ordine di già scritto et dato, né si può dir’altro se non che pare a molti che questo negotio habbi in se qualche maleditione non considerandosi da chi converrebbe le cative conseguenze che ne sono seguite et che tuttodì succedono et che ne possan avvenire anco peggiori, si seguirà però nella deliberatione di già fatta, cioè di voler mandar’ Comissari Austriaci che trattin’in Roma di tutto ’l negotio controverso con gli Signori Venetiani conform’a quello ch’io scrissi con l’ordinario passato, et penso che sia di già concluso et rissoluto in questa Corte circa le persone et instruttione et ch’il tutto sia stato anco mandato a Praga. Et per quant’io posso congetturare credo che sarà nominato da questo Serenissimo il Sig. Ambasciatore Cesareo 2residente costì come Vasallo et informato, il Vescovo di Trieste 3 128et un Dottore del Contado di Goritia 4, a quali S. M.tà aggiongerà anco altre persone per trattar il negotio con maggior auttorità et riputatione; et credo, che pens er cre rano di far ritirar con questo mezo, se pur sarà sufficiente, dalla violenza et dall’armi gli Signori Venetiani, et perché io tengo et stimo ch’il più important’articolo controverso tra questi Prencipi et la Signoria sarà quella della libera Navigatione commune anco con gli Stati della S.tà di N. S. et del Re Cattolico, è da dubitare che il negotio habbi d’haver della lunghezza più del bisogno per l’accommodamento dei presenti affari et interessi.

Il Vescovo di Seccovia starà aspettando con desiderio la gratia che la S.tà di N. S. le vorrà concedere circa il visitare limina Sanctorum Apostolorum, desiderando per quant’io ho scoperto di comparire a santissimi piedi di S. B.ne per dar conto dello stato spirituale di questa sua Diocese et anco di quella parte nella quale esso sodisfa per il suo Metropolitano, il quale è arrivato a termine c’ha perso l’affetto et l’amore di tutti quattro questi suoi Suffraganei, così mal gli tratta et esso si governa. Dio le conceda gratia di emendarsi et accomodarsi meglio alla sua vocatione o per dir megliodall’ 129habito et professione, non potendo né dovendo tacere a S. B.ne ch’esso ha dato et dà tal scandalo in quest’occasione della riforma della Religione in queste Provincie che più tosto pare che biasmi che commendi le rissolutioni et i progressi dell’Arciduca, in modo che l’aiuto che si sperava d’ottenere da lui così obligato a promover simil attione congionto col profitto et aumento spirituale et con l’honor suo è convertito in considerationi politiche et di ragion’ di stato contrarie alla vera et solida prudenza che si richiede ne buoni Prelati et nei retti Prencipi, et così l’Arciduca è rimasto si può dire raccomandato nella sola gratia Divina, la quale unicamente al creder mio lo potrà aiutare et difendere da pericoli della guerra et di queste genti; in maniera tale che m’arrosisco et mi creppa il cuore di dolore in vedere che tali Prelati siano così privi di gratia divina et prudenza mondana di lasciarsi privare così per puoco di tanto merito presso S. D. M.tà. et di tant’honore press’il Mondo Christiano, et mi duol maggiormente di dover talhor credere che questo sia un pessimo indicio per questi tempi et Provincie.

Et in questo proposito non lascierò di replicare che qui sono desiderati et bramati grandemente li Capucini et in particolare quel P. Lodovico Sassone, perché questo popolo non ha preedicatori a sufficenza, né è troppo affetto a Jesuiti in questo principio della sua fconversione né dovrebb’esser grave a quella Ser.ma d’Ispruch 5il concederlo per alcuni gpuochi mesi sinché almeno s’applicasse loro un luogo nel quale poi con la pietà et divotione potrebbon anco tacendo aiutare l’anime di questi contorni 6.

Qui si pensa et spera conform’al desiderio loro ch’il P. Cariglio debb’esser spedito assai presto et bene, et a quest’effetto questi Signori spesso me lo raccommandano per farlo anco raccomandato a V. S. Ill.ma …

hQui si ragiona per avviso di Praga anco tra grandi che si potrebbe far pace col Turco et questo Serenissimo per sé et per i suoi stati dimostra che non le sarebbe discaro, vedendosi nell’angustie che si truova, et penso che ci sian molti che promuovan questo conseglio.

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Nel medesimo modo et dalla medesima parte s’intende che in Praga sia stato proposto di dar Segna a Signori Venetiani più tosto in vendita ch’in permuta d’altro luoco; il negotio è però di molta consideratione et conseguenza per tutti i porti del Mare Adriatico, però non so quello che si possa credere. Ho voluto significarlo a V. S. Ill.ma perché ne gravi et importanti affari come sarebbon questi è meglio saperlo da principio et quando si intende per via anco dubiosa che aspettarsi a udir’ l’effetto …


Fußnoten

  • a Teildruck: HORVAT 1, S. 242f. 
  • 1 Nr. 53.2. 
  • 2 Raimund von Thurn: vgl. Nr. 51.1. 
  • 3 Ursino de Bertis (1559–1620), Landschaftssekretär in Görz (1585), Sekretär von Eh. Karl II. von Innerösterreich (1589). Nach dem Tod Eh. Karls entschied er sich für die geistliche Laufbahn, woraufhin er auf Empfehlung von Eh. Maria zum Propst des Augustiner-Chorherrenstiftes Eberndorf in Kärnten bestellt wurde. Von Eh. Ferdinand wurde er 1597 zum Bischof von Triest nominiert, die päpstliche Bestätigung erfolgte 1598 (Bischof von Triest 1598–1620). Zwischen 1603 und 1617 nahm er verschiedene Missionen Eh. Ferdinands beim päpstlichen Hof, in Spanien und Mailand wahr: vgl. NASCHENWENG, Eberndorf, S. 109; GATZ, 1448–1648, S. 49–51. Er wurde mit einem Schreiben vom 19. September 1599 von Eh. Ferdinand zum Kommissar für die Verhandlungen in Rom bestellt: vgl. Bertis an Ferdinand, Triest, 1599 Oktober 7, HHStA, Famkorr. A 9, fol. 418r–v. Prof. Silvano Cavazza hat mir freundlicherweise seinen in Druck befindlichen Beitrag fur den Dizionario biografico friulano (Artikel de Bertis) zur Verfügung gestellt. 
  • 4 Vermutlich Giovanni Maria Zuppini, ein Rechtsgelehrter aus Görz, der im März 1600 in Rom eintraf: vgl. MORELLI 5, S. 302; Nr. 117.1. R. von Thurn schrieb über Zuppini, den er als Nachfolger Oranis als Auditor der Rota empfahl: … huomo da bene, maturo d’età di cinquanta e più anni et stato adoperato assai dalli ser.mi Arciduchi Ferdinando e Carlo fratelli di gloriosa memoria. Ha governato molt’anni Gradisca et luoghi sottoposti. Ha governato ancora altri luoghi et è stato adoperato in Rote d’Italia con molta sua lode. …: R. von Thurn an Rudolf II., Rom, 1599 Juli 21, HHStA, Rom, Korr. 47, fol. 458r–v und 461r. Der Patriarch von Aquileia berichtete San Giorgio im August 1599 von den beiden Doktoren Zuppini und Locatello aus Gradisca als Gesandten des Erzherzogs: vgl. Barbaro an San Giorgio, Udine, 1599 August 26, BAV, Barb. Lat. 5858, fol. 12v–13v. Im September war in einer Minute in den innerösterreichischen Grenzakten von drei Teilnehmern an dieser Kommission die Rede: Hieronimus Manniero, Giuseppe Locatello und Giovanni Maria Zuppini: vgl. HHStA, Österr. Akten, Innerösterr. Grenzakten. 6, Fasz. 10, fol. 152r. Bereits im September 1599 übermittelten Giuseppe Locatello und Giovanni Maria Zuppini Eh. Ferdinand eine Aufstellung der Kosten ihrer Romreise. Ab dem 1. Oktober 1599 wurde Zuppini für die Dauer dieser Reise eine monatliche Zahlung von 60 Gulden zugesprochen, die aber unregelmäßig ausbezahlt wurde: vgl. StLA, HK-Rep. 1599, fol. 48v; StLA, HK 1599-IX–84; StLA, HK-Reg. 1599, fol. 157r; StLA, HK-Ex. 1602, fol. 248v–249r. Im Dezember 1599 wurde der sicherste Postweg nach Rom für die Kommission Zuppinis diskutiert, da man das venezianische Gebiet meiden wollte: vgl. HHStA, Österr. Akten, Innerösterr. Grenzakten 6, Fasz. 10, fol. 188r–189r. 
  • c Eigenhändige Einfügung Portias. 
  • d Eigenhändige Einfügung Portias. 
  • e Ergänzt nach Kopie in DAG. 
  • f Ergänzt nach Kopie in DAG. 
  • 5 Eh. Anna Caterina: vgl. Nr. 36.1. 
  • g Ergänzt nach Kopie in DAG. 
  • 6 Vgl. Nr. 50.1. 
  • h Eigenhändige Ergänzung Portias im Originalschreiben (vgl. Nr. 55.5).