Regest
Die Umsiedlung der Uskoken von Zengg/Senj nach Ottocan/Otocac und Verlegung einer Schutztruppe nach Zengg/Senj verzögern sich, auch wegen Pestgefahr und Finanzierungsproblem. Rückblick auf die Geschichte des Uskokenproblems. Portia zweifelt an der Sinnhaftigkeit der nach Rom entsandten Kommission. Briefe Carrillos betreffend Siebenbürgen und Straßburg sind eingelangt, ebenso die Post von San Giorgio an Erzherzog Ferdinand. Erbittet Erlaubnis zur Verschiebung der Weihe des Bischofs von Laibach [Chrön] bis zur Rückkehr der Erzherzogin Maria und zur Verlegung der Weihe in die Kirchenprovinz Salzburg. Empfiehlt einen aus Kroatien nach Graz gekommenen Laienbruder aus dem Kapuzinerorden [Macario da Ferrandina]. Skepsis Portias gegenüber einem eventuellen Frieden mit den Türken.
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ASV, Fondo Borghese, serie III 113 B, fol. 108r–109r, Orig.
Referenzen
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Teildruck: HORVAT 1, S. 246–248 (basiert auf der Kopie in Fondo
Borghese, serie III
92 A, Nr. 59.5); VERESS, Epistolae, S. 601.
Brieftext
aSi truova così buona volontà in questo serenissimo circa ’l provedere al negotio de Scocchi, che non si potrebbe desiderar migliore, et sì come ho di già molti giorni sono significato a V. S. Ill.ma la rissolutione fatta et commessa al Lencoviz Generale di Croatia di transferir gli sudetti Scocchi 146in Ottosaz et proveder d’altro presidio in Segna 1, così mi si NaN, mandato a quelle parti per quest’effetto, et dalla peste che scrivono esser in quelle riviere, particolarmente in Fiume, et come si dice anco in Segna, in modo che si deve pregar Dio che non segua qualch’altro incommodo all’Italia anco per questo rispetto. Et quanto al sostenere il presidio che si dovrebbe metter in Segna in luogo degli Scocchi ho io inteso che la M.tà dell’Imperatore habbi scritto a questo Serenissimo d’haver dat’ordine per il pagamento di ottomila taleri da impiegarsi in questo effetto con un certo pensiero ch’il restante dovesse pagare l’Arciduca et questo com’intendo non si è potut’accordare, perché veramente dicono esser impossibile che S. A. pigli sopra di sé quest’obligo con tanti suoi altri incommodi, travagli et oblighi ne quali si truova implicato al pari di qualunqu’altro Prencipe del Mondo; perché solo ’l rispetto di promover la Religione et la guerra col Turco lo tiene così occupato, anzi oppresso, che non si può assicurar di cos’alcuna, et il retrocedere o perdersi nell’una di due, non che nell’un et l’altra, sarebbe danno irreparabile al publico et al privato suo interesse. Lascio l’altre private et domestiche sue obligationi alle quali per l’estimatione anco personale è astretto d’haver riguardo; et per questo con l’occasione del commando di V. S. Ill.ma debbo dirle che questo negotio per il creder mio havrà sempre difficile o puoco sicuro accommodamento, se non si truova altro modo di trattenere quel presidio di quel che si discorre et dissegna; né questo è negotio che non sia inteso et ben conosciuto anco da Signori Venetiani, perché il medesimo fu anco trattato al tempo della santa memoria di Gregorio XIII, et si pensò ancor di far stipendiari gli Capi di Segna della Sede Apostolica (con danarii d’altri però, al creder mio) o con altri partiti, solo per la quiete publica et per mantenere, com’io credo, la libera Navigatione de porti et stati di S. B.ne et d’altri Prencipi interessati, et perché poi s’interrompesse quella trattatione si dicono varie cose. Hora si segue, com’io intendo, nella rissolutione di mandar a Roma Commissarii perché trattino sopra questa materia et sopra tutte l’altre controverse con li Signori Venetiani et io son assai dubioso di quello che possa seguire in questo, mentre considerate le difficoltà et l’occupationi 147che qui si veggono apertissimamente, concludendo ch’io credo che tutto quel di male che può seguire in quest’interessi dell’Arciduca et di questi suoi stati sia per avvenir solo per l’impotenza di non poter far altra provisione di quello c’ha fatto sin hora, et per quest’io sto in continovo travaglio et sospetto di qualche sinistro accidente non solo per questa materia, ma anco per tutte l’altre delle quali ho detto di sopra, et prego di continovo S. D. M.tà ch’assista et favorisca le deliberationi di questo buon Prencipe con la sua santa gratia et favore, perch’il bisogno è grandissimo.
cHanno ricevuto per straordinario questi Serenissimi lettere del P. Cariglio 3dalle quali han’inteso la rissolutione della S.tà di N. S. sopra la dissolutione del matrimonio di Transilvania, la quale io le ho anco confermato in genere conform’alle lettere di V. S. Ill.ma de 10 del corrente 4, aggiongendo medesimamente la benigna inclinatione et propensione di S. St.à verso questa ser.ma Casa, come si dovrà intender dalla relatione del medesimo Padre anco nel particolare d’Argentina, di che hanno reso a S. B.ne molte gratie et più particolarmente le renderanno com’intenderanno dal sudetto Padre il particolare della paterna gratia et volontà di S. S.tà, alla quale in tanto humilissimamente s’inchinano et raccommandano.
Ho presentato sempre io stesso (come conosco esser debito mio) tutte le lettere che V. S. Ill.ma m’ha inviato per S. A.5et penso che ne sarà stata mandata la risposta se però non hanno, come si può anco credere, mandata la medesima lettera alla M.tà dell’Imperatore come soglion far talhora quando si tratta di negotio che si partecipi con S. M.tà, com’intendo usarsi di far in questo di Possa, ma in ogni modo penso c’havran complito, come mi ricordo, c’ha di già dsodisfa tto la Ser.ma Prencipessa Maria.
eIl Vescovo di Lub iana 6differirà, com’intendo, la sua consecratione sin al ritorno della Ser.ma fArciduchessa, la q uale ha desiderato ch’ella si facci in Graz alla sua presenza anco per gedification e di questo popolo, et perch’esso potrebbe in tanto incorrer nelle pene hdel Capitolo 2. sessione 14823. del Sacro Concilio di Trento 7, si supplica V. S. Ill.ma ad intercederle iquesta proroga et in particolare anco in evento che bisogni che non le obsti che la consecratione si facci nella Provincia Salisburgense, essendo esso della Provincia Aquileiense, benché sia essento et immediatamente soggetto alla Sede Apostolica, et questo vien desiderato acciò che non le venisse mosso delle difficoltà dagli Vescovi di questa Provincia nel tempo della sua consecratione.
jSi truova qui un Frate converso Capuccino di età di 30 anni in circa, il quale di Schiavonia è passato in queste parti, et perch’egli m’ha communicato la sua miseria et necessità son stato astretto per non lasciarlo in disperatione di prometterle l’intercession mia presso gl’Ill.mi Cardinali della Congregazione de Regolari 8et in particolare presso V. S. Ill.ma, alla quale io lo raccomando per carità con l’aggionto memoriale 9 …
kQui si crede et desidera la pace, considerandosi forsi le necessità presenti et non quello che si può aspettar per l’avenire doppo che il Nemico havrà ricuperato forze.
Invio una lettera del Capitolo di Bamberga diretta a N. S. trattenuta per error’ del Segretario loro, et credo che sarà almen con la data di un paro di mesi10…
149Mi è stato detto per certo che l’Arciduca ha di nuovo fatto sapere a S. M.tà che non può contribuire per quel presidio destinato a Segna et che non può né vuole porsi in quest’obligatione.
Fußnoten
- a Teildruck: HORVAT 1, S. 246f.
- 1 Nr. 53.2.
- NaN Vermutlich Stefan Gussich/Gusié, der unter Eh. Karl von Innerösterreich als Feldhauptmann und unter Eh. Ferdinand als Kriegsrat tätig war. Bei der Familie Gussich/Gusié handelt es sich um ein kroatisches Adelsgeschlecht, das um 1530 nach Krain ausgewandert ist: vgl. WISSGRILL 3, S. 464; HORVAT 1, S. 240; SIEBMACHER 35, S. 57.
- c Teildruck: VERESS, Epistolae, S. 601.
- 3 Nicht auffindbar.
- 4 Nr. 54.1.
- 5 Hier handelt es sich um die Mitteilung San Giorgios an Eh. Ferdinand über die Entsendung Portias nach Passau: vgl. Nr. 54.1.
- d Ergänzt nach Kopie in DAG.
- e Ergänzt nach Kopie in DAG.
- 6 Thomas Chrön (1560–1630), Bischof von Laibach (1599–1630). Auf Betreiben von Eh. Maria nominierte Eh. Ferdinand Chrön am 18. Oktober 1597 zum Bischof von23. Laibach. Wegen des Widerspruchs des Grazer Nuntius Portia und des Propstes von Friesach, Ursino de Bertis, die beide dieses Amt begehrten, erhielt Chrön das Bistum erst am 29. März 1599. Portia konsekrierte ihn am 12. September 1599 in Graz zusammen mit dem Lavanter Bischof und dem Seckauer Bischof. Statthalter der Regierung in Graz (1614–1621), Geheimer Rat (1628): vgl. GATZ, 1448–1648, S. 103f.
- f Ergänzt nach Kopie in DAG.
- g Ergänzt nach Kopie in DAG.
- h Ergänzt nach Kopie in DAG.
- 7 Kanon 2 der Reformdekrete bezüglich des Sakraments des Ordo der 23. Sitzung des Konzils von Trient vom 15. Juli 1563 regelte den Amtsantritt eines Bischofs: vgl. WOHLMUTH 3, S. 746.
- i Ergänzt nach Kopie in DAG.
- j Teildruck: HORVAT 1, S. 247f.
- 8 Mario Macario da Ferrandina, Laienbruder im Kapuzinerorden, bat mittels Portia um die Wiederaufnahme in den Orden und die Versetzung in eine andere Provinz, wofür sich Kardinal San Giorgio bei den Ordensoberen einsetzte. Ende August 1599 wurde Portia angewiesen, den Laienbruder, der in der Zwischenzeit im Franziskanerorden Unterschlupf gefunden hatte, in die venezianische Provinz zu schicken: vgl. Nr. 63.1, 65.1, 68.1, 70.1. Trotz Recherchen in den Archivbeständen Congregazione Vescovi e Regolari (Positiones, Rubricellae, Reg. Episcoporum, Reg. Regularium) des ASV waren keine auf diesen Kapuziner bezüglichen Informationen zu finden. Ebensowenig bei: CRISCUOLO.
- 9 Nicht auffindbar.
- k Eigenhändige Ergänzung Portias im Originalschreiben (vgl. Nr. 59.5).
- 10 Nicht auffindbar.