Briefnr. 259.1

Portia an Aldobrandini - Dal Campo sotto Canisa, 1601 September 29

Band 5

Regest

Portia ist zum Kriegsschauplatz gereist, um sich dort um die an besonders ungünstiger Stelle postierten päpstlichen Truppen zu kümmern. Er fordert Erzherzog Ferdinand dazu auf, Serra und Delfini vorläufig als Verantwortliche der päpstlichen Truppen zu akzeptieren und sie in die Entscheidungen einzubeziehen. Dennoch besteht der Verdacht, dass der Einfluss des Herzogs von Mantua [Vincenzo I.] und Giovanni de’ Medicis in der unmittelbaren Umgebung des Erzherzogs größer sein wird. Erzherzog Ferdinand wird Ludwig Colloredo mit Beileidsbekundungen nach Rom schicken. Gian Francesco Bourbon del Monte empfiehlt sich im Auftrag des Großherzogs der Toskana [Ferdinando I.] dem Wohlwollen Portias und Serras. Lob für die Téitigkeit Serras und Delfinis für das Wohl der péipstlichen Truppen.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 117r–118v, Orig.


Conforme a quello ch’io scrissi a V. S. Ill.ma di Varasdino1, rissolsi di venire sino al Campo, principalmente per ravivare et far risorgere certe cose 581che parevano declinate et abbassate con la perdita dell’Ecc.mo Sig. Generale nostro di felice memoria, et perché nell’infermità di S. E. l’Arciduca fece passare le genti del Re di Spagna et del Gran Duca con altre sue dalla parte orientale di Canisa et lasciò la parte di qua verso ponente perché fosse ristretta et assediata dalle militie di S. S.tà, benché da questa parte il sito della pallude amplissima renda la Piazza quasi inespugnabile, si è però sodisfatto da questi Capitani et soldati di N. S. per quanto si è potuto per mantenere la riputatione et il nome di buoni soldati et Capitani et con avvanzarsi nella pallude quanto più è stato possibile per il posto. Il che ho io rappresentato all’Arciduca più volte con ricercarlo anco che conforme al merito et riputatione di questa gente di S. B.ne la facci stimare et trattare come si conviene, et in particolare ho fatto offitio che S. A. volesse tenere et havere continua communicatione con Monsig. rev.mo Commissario 2et co ’l Sig. Flaminio Delfini 3come quelli c’hanno la carica et governo di queste genti et che tengono desiderio et volontà di servire all’intentione di S. B.ne a beneficio di quest’impresa et di tutti questi Stati, il che S. A. ha di subito cominciato a porre in effetto, chiamando per ogn’occorrenza il Sig. Delfini, facendole parte di quanto si va intendendo et occorrendo alla giornata. Non si può però negare che la continua assistenza che fanno il Sig. Duca di Mantova et Don Giovanni de’ Medici all’Arciduca, mentre ’l Sig. Delfini governa le genti raccommandatele in luoco et posto distante da S. A. sei miglia Italiane, non facci che quelli s’avvanzino con gli suoi concetti et il Sig. Flaminio venghi manco addoperato. Non lascio però io di procurare et significare a S. A. quello che si conviene et quanto più efficacemente posso, acciò Monsig. Commissario insieme co ’l Sig. Delfini siano riputati et si conservino et 582la conveniente riputatione delle cariche loro et la ben affettionata volontà di S. A., la quale ama et stima grandemente l’un et l’altro et procede con essi loro con molta maniera et termine, benché manchino alcune cose più tosto per non sapere et per parere che le cose siano in sospeso, sin tanto almeno che venghi qualch’ordine et dichiaratione conforme alla mente della S.tà di N. S. et di V. S. Ill.ma, la quale aspetto ancor io con molto desiderio per intendere et sapere in che io habbi et possa servire in ogni caso agl’ordini et commandamenti di V. S. Ill.ma.

Il ser.mo Arciduca manderà costà a S. B.ne et a V. S. Ill.ma il Sig. Lodovico Colloreto4per condolersi della morte dell’Ecc.mo Sig. Generale, che mi disse ultimamente con parole di molto affetto, assicurandomi che se l’E. S. fosse venuta in Campo c’haverebbe havuto in essa maggior confidenza che in tutte l’altre persone ch’al presente vi si truovano, parendomi che S. A. conosca assai bene le persone et i consegli che li vengono proposti et suggeriti.

Il Sig. Francesco dal Monte5ha fatto meco anco efficacissimo officio dichiarandosi di voler ricever il comando et ordine da Monsig. Commissario et anco da me come Ministro di S. B.ne, dicendo di tener così ordine dal Gran Duca et di desiderare che questo si significhi anco da me a V. S. Ill.ma, benché dicesse di sperare che Monsig. Commissario dovesse haver fatto il medesimo offitio così ricercato da lui che se ne sta sin hora in parte assai distante dalle nostre genti.

L’esser io certissimo che V. S. Ill.ma tenghi perfetta notitia delle continue diligenze che usano Monsig. Commissario et il Sig. Delfini nel governo et conservatione di queste genti non mi lascia luoco di testificare et commendare a bastanza la loro vigilanza et concorde sollecitudine nell’adempire perfettissimamente la loro carica in occorrenza tanto importante et rilevante et in congiontura tanto ardua et molesta. Non riposando né l’uno 583né l’altro, giorno et notte rispettivamente, dicendo l’uno nella disciplina et governo et l’altro nell’indrizzo degl’affari della guerra et nel tentare ogni via et strada per far riuscire il difficile, se non anco l’impossibile, però lascierò questa parte et sperarò che gl’effetti et il loro merito faran il lor servitio più accetto che l’attestatione mia.

Della speranza che si può havere di riacquistare questa Piazza et degl’altri avisi dopo l’acquisto dell’Albaregale mi rimetto alle lettere di Monsig. Commissario6, sapendo che non mancherà dell’ordinaria sua diligenza in significar quanto occorre a V. S. Ill.ma .


Fußnoten

  • 1 Nr. 256.1. 
  • 2 Giacomo Serra (1570–1623), Generalkommissar des päpstlichen Heeres in Ungarn (18. Mai 1601). In den folgenden Jahren (1602–1605) verwaltete er wiederholt die päpstlichen Hilfsgelder für die Türkenabwehr in Ungarn und reiste in diesem Zusammenhang nach Prag und Wien. 1604 führte er für wenige Monate bis zur Ankunft Ferreris die Geschäfte der Nuntiatur am Kaiserhof. Tesoriere generale (1608), Kardinal (1611), Legat von Ferrara (1615): vgl. MEYER, S. XXIV-XXVII; JAITNER, Clemens VIII., S. CCXLVIIIf.; GIORDANO, Paolo V, S. 222–224. 
  • 3 Die Minuten von Schreiben Kardinal Aldobrandinis an Delfini für den Zeitraum vom 22. September 1601 bis zum 19. Januar 1602, wie auch an andere Befehlshaber des péipstlichen Heeres, befinden sich in ASV, Fondo Borghese, serie IV 232 Bis, fol. 61r-154r. Die Berichte Delfinis an Aldobrandini liegen in ASV, Fondo Borghese, serie III 93 B2 und reichen vom 19. August 1601 bis zum 19. Januar 1602. In diesem Band wurden die Schreiben verschiedener Hauptleute des päpstlichen Heeres, wie z. B. Paolo Savelli, Carlo Felice Malatesta, Federico Ghislieri und Ascanio Sforza, an Kardinal Aldobrandini für den angegebenen Zeitraum gesammelt. Die Berichte Delfinis an Gian Francesco Aldobrandini und San Giorgio aus dem Zeitraum vom 11.-16. September bzw. vom 23. September bis zum 27. Dezember 1601 befinden sich in ASV, Fondo Borghese, serie III 115 B-F. 
  • 4 Ludwig Colloredo-Waldsee (gest. 1612), Vater von Rudolf Colloredo (1585–1657). Oberstallmeister des Großherzogs Cosimo I. der Toskana, Kämmerer von Eh. Rudolf in Spanien (1564–1566). Dieses Amt hatte er auch nach dessen Wahl zum Kaiser inne. Später zog er sich nach Friaul zurück und reiste mindestens zwei Mal (1600, 1602) als Abgeordneter der Grafschaft Görz an den Grazer Hof: vgl. MORELLI 3, S. 285f.; CUSTOZA, S. 207. Colloredo fuhr letztendlich nicht nach Rom und wurde durch Johann Georg Ainkhürn ersetzt: vgl. Nr. 262.1. 
  • 5 Gian Francesco Bourbon del Monte (1559–1622), diente Alessandro Farnese in Flandern und wechselte 1592 zum päpstlichen Militär. 1595 begleitete er Gian Francesco Aldobrandini als Oberst der päpstlichen Hilfstruppen nach Ungarn, bei dem Kriegszug 1601 wurde er zum Quartiermeister ernannt. 1604 kehrte er nach Florenz zurück, wo er militärischen und diplomatischen Aufträgen des Großherzogs nachkam. Nach dem Tod von Großherzog Cosimo II. gehörte er dem Rat der Vormundschaftsregierung an: vgl. EM 2, S. 395f.; VALORI, S. 53; SODINI, S. 57. 
  • 6 Die Berichte Serras an Kardinal Aldobrandini aus dem Zeitraum vom 3. Juni 1601 bis 2. Februar 1602 befinden sich in ASV, Fondo Borghese, serie III 93 A, fol. 103r217r. Die Minuten der Weisungen Aldobrandinis an Serra, wie auch an andere Befehlshaber des päpstlichen Heeres, vom 9. Juni 1601 bis zum 10. April 1604 sind enthalten in ASV, Fondo Borghese, serie IV 232 Bis, fol. 38r–193r.