Briefnr. 342.2

[Portia an Aldobrandini] - Graz, 1602 August 5

Band 5

Regest

Posteingang. Der Bischof von Bosnien [Újlaki] ist nach Graz zurückgekehrt und erstattet Erzherzog Ferdinand außerhalb von Graz Bericht. Portia berichtet von der Dankbarkeit des Erzherzogs für die .finanzielle Unterstützung der Kurie, die vor allem für die Festung von Kopreinitz/Koprivnica notwendig ist. Die Freilassung der angeblich auf den venezianischen Galeeren als Rudersklaven eingesetzten Uskoken steht weiterhin aus, sodass Unruhen in Zengg/Senj zu befürchten sind. Portia regt an, dass der Nuntius in Venedig [Offredi] mit diesbezüglichen Verhandlungen beauftragt werden soll. Die Umwidmung der Klöster Griffen und Arnoldstein an die Jesuiten müsste laut Portia von einer Kardinalskongregation angeordnet werden, da Bischof Gebsattel von Bamberg und Erzherzog Ferdinand sich nicht einigen können. In Ungarn rechnet man in diesem Jahr kaum mit bedrohlichen Einfällen der Türken. Der Kaiser und seine Räte missbilligen die Entsendung eines apostolischen Kommissars [Serra] für die Zuteilung der päpstlichen Hilfsmittel, um so mehr als diese auch für die militärische Sicherung Innerösterreichs verwendet werden sollen.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie IV 238, fol. 26r–27r, Kop. 1


Referenzen

  • Teildruck: HORVAT 2, S. 36.

Mercordi fu qua d’arrivo Monsig. della Bosna, il quale havendomi rese le lettere di V. S. Ill.ma de 28 di Giugno2et sendosi poi partito per ritruovare l’Arciduca che si trattiene alle caccie, non potendo io di presenza far l’offitio che dovevo con S. A. in dimostrarle insieme co ’l sodetto Monsignore quanto da V. S. Ill.ma sia stata favorita la negotiatione et il fine di essa, ho voluto 722almeno supplire in iscritto con haverne dato buon conto alla medesima A., la quale non dubito che non sia per riconoscere l’augumento dei molti oblighi suoi verso la bontà di V. S. Ill.ma et in un tempo medesimo per ritrar consolatione dell’aviso che sotto li 20 del passato è piacciuto a V. S. Ill.ma di dare 3, che si haverà consideratione alle instanze fatte dall’Arciduca perché costì si distingua qualche portione del dinaro destinato in aiuto della guerra per i bisogni di questi Confini, ne quali par pure che di nuovo si cominci a scuoprire muovimento dell’inemico, che tiene volto il pensiero alla impresa di Caprainiz, la qual fortezza (come si è significato a V. S. Ill.ma 4), se ben convenientemente è proveduta delle occorrenze necessarie, non sendo però ella per la munitione et edifitio suo atta a resistere a gran sforzo del Turco, si ha poca speranza, venendo assediata, di poterla mantenere, massime scuoprendosi che con un taglio possa rimanere priva delle acque che si stimano la sua conservatione.

aPer la liberatione d’Uscocchi necessaria ad evitare qualche nuovo disordine scrissi la settimana precedente a Monsig. di Malfetta 5quello stesso che riverentemente notificai a V. S. Ill.ma 6, et continuando pur aviso per la via di Segna che li sodetti non solo siano custoditi in galera, ma posti anco al remo, cosa che tanto più fa riscaldare gl’animi de Segnani, penso che parerà alla singolar prudenza di V. S. Ill.ma di mandare ordeni di nuovi officii al sodetto Monsig. Nuntio, il quale piaccia a Dio che in breve termini la cosa in bene et che si tolga in tal modo ansa a Segnani di far male et di suscitar romori 7.

La differenza che vertisce tra questo Prencipe et il Bambergense in proposito della applicatione di Arnoldstain et Griffen, che ’l Vescovo pretende 723doversi annullare, sarebbe invero ispediente che si terminasse tra loro, ma non intendendo quel di Bamberga che la gratia già concessa a Padri del Giesù dalla Sede Apostolica vada innanzi per le ragioni da lui dedotte in Roma, dubito che la faccenda non sarà per sortire stabil fine, se non mediante l’autorità et diritto giudicio delli Ill.mi Sig. Cardinali, massime parendo hora che l’Arciduca medesimamente non brami altro che essito per via tale.

Attorno li apparecchi del Turco per Ungheria s’intendono varii essere i pareri et tra alcuni Ungheri, de quali è il Nadasdi, corre proposito che questo anno l’inemico non sia per farsi vedere molto forte in campagna, ciò argomentandosi non tanto dai moti che durano in Asia, quanto dalla perdita grande di persone et dalle eccessive spese seguite da che principiò la guerra sotto questo nostro Imperatore, la cui M.tà o Consiglio si dice intendere mal volentieri che si mandi Commissario Apostolico per dispensare li aiuti assegnati da N. S. alla causa commune, et di più che la medesima M.tà pensi d’impiegare tutto ’l dinaro ecclesiastico nelli affari d’Ungheria senza haver riguardo ai bisogni di queste parti, le quali staranno male se non vengono almeno soccorse per pagare le genti che guardano l’Isola del Conte di Srino. …


Fußnoten

  • 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio. 
  • 2 Nicht auffindbar. 
  • 3 Vom 20. Juli 1602 ist nur eine Weisung Aldobrandinis an Portia vorhanden: Nr. 337.1. 
  • 4 Nr. 338.3 
  • a Teildruck: HORVAT 2, S. 36. 
  • 5 Portia an Offredi, Graz, 1602 Juli 29, ASV, Fondo Borghese, serie III 48 A–F, fol. 126r–v. Vgl. Nr. 313.1, 320.1, 320.2, 324.2, 333.3. 
  • 6 Vom 29. Juli 1602 sind nur zwei Berichte Portias an Aldobrandini vorhanden: Nr. 340.2. 
  • 7 Offredi berichtete am 3. August 1602 an San Giorgio, dass er in Erfahrung gebracht habe, dass die Freilassung der Uskoken auf Wunsch des Hauptmannes Frankol unterblieben sei. Nachdem Portia davon unterrichtet worden war, stellte er Frankol diesbezüglich zur Rede, der dies selbstverständlich von sich wies: vgl. HORVAT 2, S. 34–38 (Offredi an San Giorgio, Venedig, 1602 August 3; Portia an Offredi, Graz, 1602 August 12; Frankol an Portia, Karlstadt/Karlovac, 1602 August 18; Portia an Offredi, Graz, 1602 August 19; Frankol an Portia, Karlstadt/Karlovac, 1602 August 21; Portia an Offredi, Graz, 1602 August 26).