Briefnr. 102

Malaspina an Gallio - Graz, 1581 Juli 4

Band 1

Regest

Maßnahmen zur Wiederherstellung der kirchlichen Disziplin und zur Durchführung der Synodalbeschlüsse von 1569 in der Salzburger Diözese. Zahlreiche Konversionen. Starke Zunahme der Kommunikanten und der Teilnehmer an Fronleichnamsprozession. Wallfahrten nach Mariazell. Bemühungen um Beichte des Klerus. Entfernung und Einkerkerung des Pfarrers von Judenburg. Verbot der Zulassung Unehelicher zu den Weihen. Landesfürstliches Dekret gegen Kanoniker von Aquileia. Schwere finanzielle Belastungen der Pfarrer und geringer Erfolg bei Visitation im Patriarchat Aquileia. Frage eines Darlehens Hoffmanns an Bistum Bamberg und dessen Entfernung von bambergischer Hauptmannschaft in Kärnten. Exekution der Bulle in Coena Domini. Häretiker in der Grafschaft Pisino. Heranziehung des Klosters S. Pietro in Selve für Alumnen des Bischofs von Parenzo.


Archiv

Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 325r—327r, Orig.


hanno pigliato per bene et approvato ciò 290che io le scrissi a li giorni passati 2et ne mandai copia 3a V. S. Illma, intorno a quello che giudicavo esser offitio et debito de’ prelati, in tanta corruttione de la disciplina regolare et ecclesiastica, et acciò V. S. Illma possi più chiaramente conoscere a che termine si è ridotto questo negotio, tanti anni desiderato et aspettato da tutti li buoni et dali principi vicini, le mando la lettera di mons. coadiutore_1) et del consigliero, 5che venne da me per questo effetto, et supplico V. S. Illma con ogni humiltà et efficacia che si degni di aiutare la dispositione che di presente si ritrova ne l’arcivescovo con operar che N. S. lo monischi et stringa a venire a l’executione, accioché non intervenghi dopo tante fatiche quello che accenna il consigliero ne la sua et quello che a tempo dela s. me. di Pio V., che si celebrò il sinodo, 6si fecero sante constitutioni et mai non si è in una minima parte osservato cosa alcuna, 7et invero sì come li settarii di queste parti non hanno havuto altro pretesto più apparente per acreditare la loro diabolica dottrina, che la mala vita de’ ecclesiastici et regolari, così se quando cominciorno a seminare il loro seme fosse stata fatta una mediocre reformatione, non havrebbono mai persuaso a la nobiltà, né ad altri quello che hanno fatto, ma non essendo seguito mutatione alcuna de’ costumi, non è maraviglia se durante la causa dura ancora l’effetto d’essa.

Et essendo non solo a li heretici, ma a li demonii formidabile la imaculata vita de’ buoni servi di Dio, perciò dobbiamo sperare ne l’infinita misericordia di S. D. Mtà, che se si farà una essentiale reformatione di questo paese, et che S. A. faccia dal canto suo anco ella quello che può et deve, in breve si ridurrà la religione al candore antico, et sono entrato in maggiore speranza dopo la publicatione del decreto et la dimostratione che S. A. fa verso li catolici servendosi d’essi in offitii,8cosa che non si è fatta più, dal che è causato che ogni giorno ritornano al gremio dela santa fede molti et in gran numero 291et hora, per opera di quello predicatore convertito, 9habbiamo acquistato 10 gioveni di molta speranza.

È piacciuto ancora a Dio che io habbia persuaso a lassare la vita heretica al dottor Gema, Venetiano, medico, di questa nobiltà con molta sodisfattione de la nostra natione.10

Ho fatto asservare la differenza che è stata da li anni passati a questo circa le communioni et processioni del Santissimo Sacramento et, senza comparatione alcuna, sono state molto più numerose; et mi pare cosa degna di far sapere a V. S. Illma quello che si è saputo per cosa certissima.11

È una devotione in questi paesi dela Madonna che si chiama S. Maria de Cell, la quale a tempi passati è stata in grandissima veneratione et frequentata, et è sotto la giurisdittione del’ abbate di S. Lamperto. Solevano molte communita ogn’anno andar processionalmente a visitare quella chiesa et la maggior parte d’esse, per esser infettate d’heresie, hanno intermesso questo instituto et particolarmente tre communità per spatio di 25 anni non erano state. Questo anno, non sapendo l’una de l’altra, sono andate et si sono ritrovate nel medesimo tempo a quella santa devotione et non solo si sono convertite, ma con lacrime con elemosine hanno dato tali segni di vera penitentia, che spero havranno ancora ottenuto in dono altri popoli, da quella gloriosa Vergine; li coloqii che tra quelle communità sono passati sono tali, che non si possono sentire senza compuntione grande.12

Con l’occasione che mi è presentata da mons. coadiutore, il quale mi ha fatto instantia che, desiderando egli far una confessione generale le dessi facoltà di elegersi un confessore et esser assoluto da casi reservati, ho essortato li prelati che ho veduto ne la mia absentia da Gratz a far il medesimo, et così hanno promesso di voler fare et di procurare che il medesimo facciano tutti li parochi, che sono sotto di loro insieme con le loro famiglie.13Mons. di Gurgo è stato il primo a 292mettere in essecutione et, se bene non è restato sodisfatto di alcuni curati, ha però operato qualche cosa. Io non ho altro inanzi agl’occhi che con soave modo persuadere a li prelati et altri a non vivere in stato di peccato mortale, et chiudo gl’occhi a molte cose che in lochi riformati non si deverebbe fare. L’essempio del parocho di Judemburgo, quale scrissi si fece privare, havrà dato di ragione gran terrore a li altri de la medesima farina, poiché havendo egli dopo la privatione predicato in case particolari, dove concorreva tutto ’l popolo, S. A. ha ordinato seriamente che sia preso et mandato qua prigione et lo stiamo aspettando et se le darà castigo conveniente. 14

Ho ultimamente prohibito, con consenso di S. A., a li prothonotarii apostolici che non habilitino bastardi ad ordines. Però se a caso ricorresse qualch’uno da N. S. che si lamentasse, mi è parso far sapere a V. S. Illma che mi son mosso per urgentissime cause. Da la copia del decreto di S. A., che sarà con questa mia,15V. S. Ilma potrà vedere il desiderio che S. A. ha che sia fatto seriosa dimostratione contra quelli canonici di Aquileia incolpati di così enormi delitti.

Per quanto ancora intendo da alcuni padri Giesuiti, il suffraganeo di mons. patriarca aggrava molto li parochi ne la visita con farli pagare, oltra le spese, dui fiorini per ciascheduno et, se bene forse è così usanza, cosa che io non ho veduto osservare, nondimeno in queste parti, dove non solo li heretici, ma alcuni buoni tra catolici sono così persuasi che molte cose sostituiscano per interesse del guadagno, bisognarebbe astenersi da ogni minima attione, che potesse accrescere questo loro sospetto.16Io l’ho avvisato 17et di questo et del poco frutto che si va prevedendo debba partorire la sua visita, essendo più tosto un viaggio con una Ospitalità dura et visita quanto a la borsa a li preti che riformatione di costumi.

Io non ho lassato di cercare con diligentia per sapere la quantità del prestito d’Hoffmam al vescovato di Bamberga et, dopo d’haver inteso il parer di molti, il quale è che non sia vero, ma una inventione de l’Hoffmam con intelligentia de l’eletto, io l’ho comunicato con S. A., la quale inclina a crederlo, et massime non si trovando fondamento alcuno né quanto a le possibilità né quanto al resto, che pur alcuno lo 293saprebbe. 18S. A. di buona voglia si eshibisce di scrivere a l’eletto, promettendole di favorire et protegere senza comparatione più li lochi, che ha nel suo dominio, se farà un governatore catholico, ma dice che le pare che si debba aspettare che l’eletto per conto de la jurisdictione ricorra da lei, che non può tardare et che le darà occasione di farlo et che al’hora farà l’offitio et sarà più fruttuoso et che nel’ interim io scrivi al nuntio Ces. che, in nome suo, lo scrivi a l’eletto, venendo occasione, et lo dichi ad altri dove giudicarà convenirsi. 19

Ho ricevuto le lettere di V. S. Illma de li 13 et 27 di maggio20et non mancarò di essequire quanto la mi ordina circa il procurare, per quanto potrò, fon il vescovi et prelati, acciò la bolla In Coena Domini habbia quella executione che et il servitio divino et la Stà di N. S. desidera.

Quanto al negotio di Pisino,21V. S. Illma havrà inteso et per mie lettere et forse dal vescovo quello che qua si è fatto per resistere et opprimere li conati di quelli heretici, li quali havendo in pegno quel contado con conditione che non ci introducano heretici, non solamente non osservano a S. A. la promessa, ma si mostrano difficili ad obedire a dui decreti assai seriosi che si sono mandati a loro. 22Ma io spero che non prevaleranno, ché così mi promette S. A., a la quale però non ho per ancora presentato il breve di N. S.

Il vescovo mi fa instantia ch’io renda testimonio a V. S. Illma de la volontà di S. A. circa l’applicar l’intrato del monasterio di S. Pietro per nutrire alumni,23et perché S. A. mi ha detto che è contentissima et che darà per tal’effetto ogni aiuto, ho voluto farlo sapere a V. S. IIlma...


Fußnoten

  • 2 Vgl. Nr. 89, S. 248 f., Nr. 94, S. 260, und Nr. 99, S. 284. 
  • 3 Nicht vorhanden. 
  • 5 Name des Rates nicht bekannt. 
  • 6 Provinzialsynoden von 1569 und 1573 (Dalham, Concilia Salisburgensia, S. 348 ff.; Hübner, Die salzburgischen Provinzialsynoden, S. 112 ff.; Schellhass, Ninguarda I, S. 53 ff. und 120 ff.). 
  • 7 Die von Ninguarda in Steiermark, Kärnten und Salzburg 1578 durchgeführte Visitation bestätigte weitgehend diese Behauptung, daß zwar auf den Synoden viel beschlossen wurde, in Wirklichkeit dann aber wenig geschah (Schellhass, Ninguarda II, S. 24 ff.). 
  • 8 Vgl. Nr. 68, S. 190 f., Nr. 72, S. 197, und Nr. 80, S. 219. 
  • 9 Siehe Nr. 94, S. 261, und Nr. 100, S. 288. 
  • 10 Wahrscheinlich identisch mit dem späteren Hofarzt Dr. Johann Baptist Gemma (Thiel, Zentralvenoaltung, S. 183). Vgl. Nr. 6, Anm. 6. 
  • 11 1572 fand in Graz nach 20 Jahren zum erstenmal wieder die Fronleichnamsprozession statt; in den folgenden Jahren wurden auch andere Prozessionen und Wallfahrten wiedereingeführt (Schuster, Martin Brenner, S. 152 und 310). 
  • 12 Am Bartholomäustag 1583 sollen gegen 10.000 Wallfahrer, darunter Elisabeth, Schwester Kaiser Rudolfs II. und Königinwitwe von Frankreich, aus Wien nach Mariazell gekommen sein (Tomek, Kirchengeschichte Österreichs II, S. 645). 
  • 13 Vgl. Nr. 101. 
  • 14 Vgl. Nr. 99, S. 284. 
  • 15 Nicht vorhanden. Siehe Nr. 113, S. 314. 
  • 16 Vgl. Nr. 113, S. 314, Nr. 119, S. 330, und Nr. 125. 
  • 17 Schreiben Malaspinas an Paolo Bisanti, nicht vorhanden. 
  • 18 Siehe Nr. 81, Anm. 2. 
  • 19 Am 7. Juni 1581 meldete der Nuntius am Kaiserhof, daß er mit dem „Großkanzler“ Erzherzog Karls, nämlich Dr. Schranz, eingehend über den Bischof von Bamberg und Hoffmann gesprochen habe (Arch. Vat. Nunz. Germ. 91, f. 468v), Vgl. Nr. 81, S. 221 f, und Nr. 103. 
  • 20 Nr. 97. Weisung vom 13. Mai nicht vorhanden. Da die darin wahrscheinlich erwähnte Bulle In Coena Domini in Nr. 90 (Mai 9), der zeitlich nächstgelegenen Weisung, nicht vorkommt, ist auch ein Irrtum beim Schreiben des Datums auszuschließen. 
  • 21 Siehe Nr. 97. 
  • 22 Die beiden Dekrete nicht vorhanden. 
  • 23 Das im österreichischen Anteil der Diözese Parenzo gelegene Paulinerkloster St. Peter im Wald (San Pietro in Selve) wurde erst 1782 aufgehoben (Kušej, Joseph II. und die äußere Kirchenverfassung Innerösterreichs, S. 105).