Regest
Ankunft in Klagenfurt. Treffen mit aus Bayern und Tirol heimkehrender Ehzgin Maria. Zusätzliche Forderungen am bevorstehenden Kärntner Landtag. Noch keine Nachricht vom Reichstag. Ungarischer Reichstag.
Archiv
Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, 42rv, Orig.
Druck: Horvat,
Kobenzelovi 160 f.
Brieftext
S. A. arrivò qua1l’altro hieri a salvamente, et li provinciali vennero a scontrarlo, di la da Frisaco 2, in sul confine della provincia con in circa duecento cavalli, molto ben in ordine.
A Pruk, sulla Mura,3scontrò S. A. la ser.ma arciduchessa che retornava di Baviera et Tirol; 4lunedì passò l’arciduchessa verso Graz, et S. A. verso qua.
Lunedì prossimo scominciaremo qui la dieta, et domandaremo per la paga dei soldati in Croatia 25 mila fiorini piùche l’anno passato. Item 10 mila fiorini per le fabriche, per la munizione 6000 fiorini, per la provianda 5000. Et che d’ogni 100 fiorini d’intrada si mandi ogni volta che farà 144bisogna, un a cavallo, et poi il 30. 10. et 5. vilano o cittadino a lor costo, per tre mesi 5quello che la provincia ci prometerà o concederà scriverò a V. S. Ill.ma subito che l’intenderò.
Dalla dieta imperiale altissimum silentium, cum summa fundi nostri calamitate.6Manco sentiamo di quello che ha d’esser di noi questo anno, quanto al Turco, imperoché, se ben il conseglio bellico aulico et poi S. A., mio padrone, sovente hanno sopra di ciò scritto a Sua Maiestà Cesarea, quello che la comun salute desiderava, non compare pro alcuna ressoluzione con universal gemitu et dolore. Io credo, che Sua Maiestà Cesarea si trovi in grand angustie, tra la brasa et padella. Ma Dio me lo perdoni se m’ingano, desideraria, che la si ressolvessi di essere o Cesare o nulla.
Quello che sequita mi fu scritto in alemano, con le parole che V. S. Ill.ma trovarà latine d’un principal ministro del Ser.mo arciduca Mathias, agiontoli hora, nelle cosse della dieta d’Hungaria, da Sua Maiestà Cesarea et V. S. Ill.ma puo esser sigurissima, che egli è piùche vero: „Io sono venuto qua, alli 16 di questo mese februaro, et ho trovato l’animi dei hungari alienissimis intempestissimisque consiliis a conservatione ulteriori regni reliquiarum valde aestuantes. In summa eglino non ci vogliono veder al governo loro. Ma haver istessi le mani nella porta, et come hano lassato andar il regno trovandosi anchora intiero et in fiore a male et perditione, cossì vogliono anchora adesso far alle reliquie, ma si persuadono, di poter grand profitto cum hac repentina mutatione, quam nec ratio nec tempus, nec hostis, in oculis et pro foribus admittant. Io però non me lo posso imaginar, ma tengo che siano accecati, et li conseglieri loro l’instigano a domandar il Palatino et thesaurario, se ciò hogi inanzi il pranso se li concedessi, dapo il pranso non gli piaceria piu, ma lor istessi veniriano perciò tra loro alle mani, essendo arabiati l’un contra l’altro come li cani. La lor replica ci chiarirà del tutto. Hogi alli 24 non hano ancora deliberato la propositione di S. A. L’ambasciadori dei contadi causano et pretendono solamente, che S. A. non habia la plenipotentia, et però minaciano di voler partire. Non vogliono more solito venir dai barroni et conferir con loro i voti. Summa summarum, l’infelici si persuadono, chel giogo alemano, li pesi più che non farà la protetion turchesca“.7Tanto mi scrive il detto personagio. V. S. Ill.ma mi creda, che le cosse sono in cativissimi termini, et che tutta la christianità ne sentirà grand danno, se non sarà reparato.