Briefnr. 232.1

San Giorgio an Portia - Rom, 1601 Juni 23

Band 5

Regest

Der Ausbruch der Pest in Triest bringt zeitliche Verzögerungen für die päpstlichen Truppen und Gian Francesco Aldobrandini mit sich, der der Einladung der Erzherzöge nach Graz folgen wird. San Giorgio hofft, dass alle wichtigen Entscheidungen bezüglich der Kriegsziele und des Oberbefehls in Gian Francescos Anwesenheit getroffen werden. Bedauern über den Tod des Sigismund von Thurn. Für die Freilassung Karl Imhoffs in Nürnberg setzt man sich beim Nuntius am Kaiserhof [Spinelli] und mittels Breve beim Kaiser ein. Posteingang.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 98 AB, fol. 73v–75r, Reg.


L’accidente della peste scoperta in Trieste si sarebbe sempre sentito da noi con dispiacere, ma più lo sentiamo nella presente congiuntura per l’incommodo che ne ricevono le nostre genti, che è incommodo et di servitio publico. Haveva disposte così bene le cose sue l’Ecc.mo Sig. Giovan Francesco che il convenirli mutare le sarà stato di disturbo grande, tuttavia si accommodava S. E. alla necessità la quale scrive da Ferrara che si sarebbe incaminata quanto prima verso Gratz, dove haveva inteso per lettere di V. S. che l’Arciduca lo desiderava1. Et poiché S. E. vi si troverà quando vi capiteranno queste o poco appresso, io non havrò che dire a lei nelle materie pertinenti alla soldatesca et alla guerra se non che vorrebbe ogni dovere che costì non si facessero deliberatione alcuna importante, se non con la presenza dell’E. S. et massime in quello che risguarda alla carica che procurava tuttavia il Duca di Mantova di stabilire nella sua persona. La disgratia succeduta al Conte Sigismondo ha apportata una mestitia grande a tutti noi, perché si è perduto un buon Cavaliere et ha perduto 1’Arciduca un servitore di singolar divotione et fede, et come N. S. ne consola il Vescovo suo fratello con un Breve 2, così l’istesso officio potrà V. S. passare con i figliuoli.

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Per la liberatione del Sig. Carlo Incuria3che s’intende da V. S. essere detenuto in Norimbergh, s’invia non pure commissione all’Arcivescovo Spinelli che faccia ogni gagliardo officio in Corte Cesarea, ma ne scrive N. S. un Breve efficace al proprio Imperatore 4, et all’Arcivescovo si manda lo spaccio co ’l presente ordinario insieme con la copia della lettera scritta a lei dalla moglie dell’Incuria 5per sua instruttione. Potrà V. S. intendersene tuttavia seco et somministrarli ogni informatione più piena del negotio o avvertire li suoi di Norimbergh che lo facciano essi. Che havendo risposto con ciò alle lettere sue delli 11 di Giugno 6…


Fußnoten

  • 1 Vgl. Nr. 227.1. 
  • 2 Giovanni della Torre, Bischof von Veglia und Nuntius in der Schweiz: vgl. Nr. 17.1. Clemens VIII. an G. della Torre, Rom, 1601 Juni 23: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 14050. 
  • 3 Carlo Incuria/Karl Imhoff (1555–1619), bekannte sich zur römisch-katholischen Religion und bildete eine Nebenlinie der Handelsfamilie Imhoff. Rat in Regensburg, Kriegskommissar Kaiser Rudolfs II. in Siebenbürgen, Appellationsrat in Böhmen. Er wurde im April 1601 wegen gottloser Reden gegen die protestantische Religion nach dem Besuch einer Messe im Haus des Deutschen Ordens festgenommen und auf kaiserliche Bitte wieder freigelassen: vgl. BIEDERMANN, T. 237 B (Ich danke Dr. Horst-Dieter Beyerstedt vom Stadtarchiv Nürnberg für die übermittelten Informationen betreffend Karl Imhoff und dessen Frau, Isabella Albertinelli); BAUER, Kaufleute, S. 16 (Anm. 97); PETERS, S. 538 (Anm. 51). 
  • 4 Clemens VIII. an Rudolf II., Rom, 1601 Juni 22: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 14044. Dem folgte ein kaiserliches Mandat, das an den Rat der Stadt Nürnberg gerichtet wurde: vgl. Spinelli an Aldobrandini, Prag, 1601 Juli 16, ASV, Fondo Borghese, serie I 651 A, fol. 127r–128r. 
  • 5 Isabella Albertinelli (gest. 1606) aus Florenz, Nichte des Nürnberger Handelsmannes Karl Albertinelli. Isabella war seit 1596 mit Karl Imhoff verheiratet und dessen zweite Frau. Sie hatte beim Rat der Stadt Nürnberg angesucht, ihrem Mann, der gefoltert worden war, mit ihren heilpraktischen Kenntnissen zu Hilfe kommen zu dürfen. Dies wurde abgelehnt: vgl. BIEDERMANN, T. 237 B; PETERS, S. 538 (Anm. 51). 
  • 6 Vom 11. Juni 1601 ist nur ein Bericht Portias an Aldobrandini vorhanden: Nr. 229.1.