Regest
Die Erzherzöge bitten um genauere Informationen über die Reiseroute des Gian Francesco Aldobrandini und die Größe des Gefolges, um dessen Ankunft in Graz entsprechend vorbereiten zu konnen. Flaminio Delfini befindet sich bereits in Fiume/Rijeka. Die péipstlichen Truppen ziehen von dort weiter nach Laibach/Ljubliana, wo es anfangs einige Probleme bei der Unterbringung gegeben hat, diese aber mittels neuer Verordnung des Erzherzogs behoben wurden. Die Vorbereitungen in Agram/Zagreb sind noch nicht abgeschlossen. Portia setzt sich persönlich beim ansässigen Adel ein. Da in Triest die Pest herrscht, wird die Munition in Laibach/Ljubliana an die Truppen ausgegeben werden. Die Friedensverhandlungen mit den Türken sollen am 25. Juni fortgesetzt werden. Der Kaiser sei bereit, für Gran/ Esztergom auf Kanizsa zu verzichten, was für Innerösterreich und Italien eine große Gefahr darstellen würde und von Portia abgelehnt wird. Diesbezüglich hat Portia den Nuntius am Kaiserhof [Spinelli] um höchste Aufmerksamkeit gebeten. Die spanischen Truppen werden spätestens am 15. oder 20. Juli vor Ort sein.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 68r–69r, Kop. 1
Brieftext
Dall’Ecc.mo Sig. Generale Aldobrandini giovedì hebbi aviso che la sua partenza da Ferrara verso questa parte doveva seguire sotto li 19 con disegno di venirsene a drittura per abboccarsi secondo ’l concerto fatto co ’l ser.mo Arciduca, alla cui A. et all’Arciduchessa madre havendone io dato conto, m’imposero che procurassi d’intendere qual camino fosse l’E. S. per imprendere se quello di Carinthia oppure l’altro di Goritia, et quanta gente possa haver seco per dar gl’ordini che si ricercano all’alloggio et altre commodità, di modo che si spedisca subito da me particolar Staffetta a S. E. et trattanto qui s’anderà apparecchiando d’alloggiarlo nel palazzo del ser.mo Arciduca stesso, et avicinandosi sarà incontrato, raccolto et ricevuto come si conviene alla grandezza sua et all’obligo et affettione di questi Prencipi ser.mi, i quali unitamente attendono l’arrivo di S. E. con particolar desiderio. Il Sig. Flaminio Delfini si truova già arrivato a Fiume et di là di mano in mano marciano le genti verso Lubiana, sino a dove haveranno commodità di condurre le bagaglie gratis et altre agevolezze che potrà dare ’l paese, essendo tale la mente del ser.mo Arciduca, il quale per relation mia havendo inteso che in Lubiana si faceva difficoltà di ricettare ne contorni et Villaggi vicini la Soldatesca et che anco in proposito delle barche era qualche contrasto, ha subito dati nuovi ordini et commissioni, acciò a soldati non si manchi delle cose necessarie et siano permessi fermare in quel vicinato sin tanto che in Zagabria, luoco non in tutto fornito, siano in pronto i viveri et altri bisogni, a che ho fatto tanto che alcuni Gentilhuomini si sono obligati di attendere et di provedere, benché in ciò si sia durata fatica grandissima, che però ho voluto far spontare per esser li sodetti persone di portata et ricche et che co ’l credito et co ’l grano et altro de loro Castelli potranno senza dubbio provedere a quella parte mentre dureranno le mostre.
In Trieste continua il contagio et, perché in quella Città s’era dato ordine per polvere, palle et altro da distribuirsi a soldati, si è per l’accidente sodetto data poi l’istessa commissione in Lubiana, ove saranno proveduti di simil bisogno.
Il che havrebbe voluto il Sig. Delfini ritruovare in Fiume per haver havuta occasione per camino di essercitar la militia, ma non s’è potuto far altro per la strettezza del tempo et per non potersi pratticare in Trieste, nè meno ne luoghi vicini.
Del trattato di pace diferito sino alli 25 che è il giorno presente, s’intende da buone parti che gli Commissarii Cesarei siano per attendere con qualche pensiero d’accordo, anzi si dice che gli medesimi Imperiali vadino 524discorrendo che S. M.tà vi possa condiscendere anco senza rihavere Canisa, che l’istesso Imperatore per gloria d’haver ricuperata Strigonia et di tenerla sia per prestarvi orecchia et per contentarsi che si conchiuda la pace, tenendo ogn’uno quello che si truova havere; la qual cosa havend’io bene considerata et cavatane la conseguenza che potrebbe derivare di là, quando al Turco si lasciasse Canisa, poiché alle prime rotture di Guerra verrebbe ad accostarsi forse all’Italia et a porre in necessità i Prencipi d’essa di fare contigue spese, ho avertito Monsig. Rev.mo Spinelli che invigili et vegga di distornare quanto possa le prattiche, massime in caso che non si stimi la ricuperatione di Canisa, come tanto importante alla Christianità et all’Italia in particolare, non truovandosi in mezo altro ostacolo che possa trattenere l’inimico a fare progressi importanti et dannosi a tutta la Republica Christiana.
Di Milano habbiamo che le genti del Cattolico dovevano muoversi per questa volta sotto li 23 o 24 del corrente et che alla più lunga sarebbono gionte in Campo alli 15 overo 20 del seguente. …