Briefnr. 262.1

Portia an Aldobrandini - Warasdin, 1601 Oktober 7

Band 5

Regest

Portia hielt sich zehn Tage am Kriegsschauplatz auf, um sich um die päpstlichen Truppen zu kümmern; nach Warasdin/Varazdin zurückgekehrt, bemüht er sich um die famiglia des Gian Francesco Aldobrandini. Erzherzog Ferdinand, dem das péipstliche Breve mit der Ernennung Delfinis zum Befehlshaber der päpstlichen Truppen übergeben wurde, hat jegliche Unterstützung zugesichert. Die Schwierigkeiten bei der Rückeroberung Kanizsas werden durch den Tod einzelner Befehlshaber, wie z. B. Oberst Orfeo, verstärkt. Anstatt Colloredo wird Johann Georg Ainkhürn von Erzherzog Ferdinand mit den Beileidsbekundungen nach Rom gesandt. Die famiglia des Gian Francesco wird auf ihrer Rückreise über Kärnten, Villach und Treviso von erzherzoglichen Komissaren unterstützt werden.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 127r–128r, Orig.


Essendomi trattenuto per dieci giorni in Campo per servire a negotii et occorrenze dell’Essercito di S. B.ne et havendo sodisfatto per quanto mi è stato possibile et con l’Arciduca et con suoi Ministri et anco in tutto quello c’ho giudicato convenirsi, et m’è stato ricordato et communicato dal rev.mo Commissario1et Sig. Flaminio Delfini, me ne son venuto a Varasdino per servir anco per quant’io posso alle genti et famiglia dell’Ecc.mo Sig. Generale di bona memoria, da che espedito me ne passarò a Graz et Monsig. Commissario al Campo. Monsig. Commissario et io il giorno innanti la nostra partita dal Campo presentassimo il Breve della S.tà di N. S. all’Ar587ciduca 2con far insieme quell’offitio che si conveniva in dichiaratione della confermatione della carica del Sig. Delfini et in raccommandatione di tutte le genti di S. B.ne et de Capi di essa, et S. A. con riceverlo promise ogn’assistenza et favore et in particolare disse che hora che s’aggiuntava la maggior parte con gl’altri Corpi delle sue genti c’havrebbe fatto provederla molto meglio et c’havrebbe in ogn’occasione fatto conoscer la stima et l’affetto che portava a Ministri et genti di S. B.ne. Di questi sopradetti particolari et altri simili et dei successi del Campo et della guerra son certo che Monsig. Commissario supplirà, ne io dirò altro se non che nell’impresa di Canisa seguono delle difficoltà et gli Turchi si mostrano assai gagliardi nella difesa, et la morte di molti de principali de nostri apporta gran danno co ’l avvicinarsi la stagione contraria allo star in Campagna et con incommodo delle genti et vettovaglie.

La morte del Colonello Orfeo apporta anco molto incommodo poiché nell’offitio ch’egli haveva dell’Artiglieria si può dire che consista al presente l’importanza dell’impresa. La gente manca nel numero et per l’infermità et per gli patimenti dell’assedio et però si potrebbe prolungare anco per qualche giorno il fine di quest’espugnatione. Il ser.mo Arciduca mi disse nel licentiarmi che il Colonello Orfeo prima che morisse fece dimandarle et richiederle più volte perdono d’haverlo consegliato et condottolo a quest’impresa con impegnarvi la sua persona et le sue genti, che ha fatto meravigliare et ricreder molti3. Tuttavia non manca la speranza se gli tempi non si rompono et che non manchino le cose necessarie et che si richiedono all’espugnatione, poiché quant’al soccorso non pare che si possa più temere, sendo il Duca di Mercurio in Campagna a quest’effetto, il quale promette ogn’aiuto et assistenza per impedir il Turco.

In luoco del Sig. Colloreto che doveva venir a Roma mandato dal ser.mo Arciduca, penso che sia per venire il Sig. Giovanni Giorgio Ainchirn4, il quale ultimamente era stato chiamato al Campo per ispedirlo quanto prima. …

aMi son anco offerto a questi Signori della famiglia dell’Ecc.mo Sig. Generale di felice memoria in commune et in particolare per ogni lor ser588vitio et commodo, et gl’ho anco procurato et ottenuto dall’Arciduca Commessarii per tutto lo Stato, gli quali gl’accompagnaranno et provederanno di tutte le cose necessarie con procurarli tutti quegl’indrizzi che mi son parsi convenire per questa conclu c


Fußnoten

  • 1 Giacomo Serra: vgl. Nr. 259.1. 
  • 2 Clemens VIII. an Ferdinand, Rom, 1601 September 24: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 14119. 
  • 3 Zum Tod Orfeos: vgl. Nr. 251.2. 
  • 4 Eh. Ferdinand kündigte Johann Georg Ainkhürn mit Schreiben vom 27. September 1602 bei Kardinal San Giorgio und Clemens VIII. an: vgl. Ferdinand an San Giorgio, Campo sotto Canisa, 1601 September 27, ASV, Fondo Borghese, serie III 112 CD, fol. 103r; Ferdinand an Clemens VIII., Castris prope Canisiam, 1601 September 27, ASV, Fondo Borghese, serie III 85 A, fol. 64r. Zur Person Ainkhürns: vgl. Nr. 12.1. 
  • a Eigenhändige Ergänzung Portias. 
  • c orsalvermerk des Staatssekretariates, fol. 128v: Erminio risponda.